Rinnovare il prospetto di un edificio non è soltanto una scelta estetica: significa proteggere intonaci, murature, balconi e parti esposte agli agenti atmosferici. Realtà specializzate come Edilizia Alternativa approfondiscono il tema del bonus facciate e delle agevolazioni applicabili agli interventi esterni. Occorre però chiarire un punto decisivo: il vecchio incentivo autonomo si è concluso il 31 dicembre 2022 e oggi il rifacimento della facciata può beneficiare, quando ne ricorrono i requisiti, del bonus ristrutturazione.
Il vecchio bonus facciate non è più in vigore
Il bonus facciate aveva introdotto una detrazione specifica per il recupero o il restauro dell’involucro esterno visibile degli edifici. Dopo l’aliquota del 90% prevista nelle prime annualità, la misura era scesa al 60% per le spese sostenute nel 2022, ultimo anno di applicazione.
Nel 2026, quindi, non è possibile presentare una nuova richiesta utilizzando quella disciplina. Parlare ancora di “bonus facciate” è comprensibile nel linguaggio comune, ma fiscalmente bisogna verificare se i lavori rientrano nel recupero del patrimonio edilizio, nell’ecobonus o in un’altra agevolazione vigente. Richiedendo una consulenza professionale ad Edilizia Alternativa si avrà la possibilità di essere informati su ogni aspetto burocratico ed essere supportati sotto ogni aspetto.
Bonus ristrutturazione 2026: aliquote e limite di spesa
Per le spese sostenute nel 2026, il bonus ristrutturazione riconosce una detrazione ordinaria del 36%, elevata al 50% quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.
Il tetto resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare e il beneficio viene ripartito in dieci quote annuali di pari importo. La detrazione non è dunque un rimborso immediato: viene sottratta dall’Irpef dovuta, entro la capienza fiscale disponibile. Per i lavori condominiali, ciascun condomino utilizza la quota di spesa a lui attribuita e regolarmente versata.
Quali lavori sulla facciata possono essere agevolati
Non ogni intervento esterno dà automaticamente diritto alla detrazione. Sulle parti comuni degli edifici residenziali sono agevolabili anche opere di manutenzione ordinaria, come il rifacimento degli intonaci o la tinteggiatura, purché correttamente deliberate, documentate e riferite a parti comuni. Sulla singola unità immobiliare, invece, la semplice tinteggiatura estetica generalmente non basta: i lavori devono essere classificabili almeno come manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia.
Possono rientrare, secondo la natura concreta dell’intervento, il ripristino di porzioni deteriorate, la modifica della facciata, il consolidamento di elementi ammalorati e le opere connesse necessarie all’esecuzione. Per evitare errori è essenziale una verifica tecnica preventiva, perché la qualificazione edilizia incide sia sui titoli abilitativi sia sul diritto alla detrazione.
Anche gli interventi in quota eseguiti senza ponteggi possono essere fiscalmente agevolabili, ma la tecnica di accesso non modifica i requisiti tributari: contano il tipo di lavoro, l’immobile interessato e la documentazione.
Come richiedere il bonus ristrutturazione
Non esiste una domanda preventiva da inviare all’Agenzia delle Entrate. Prima dell’avvio occorre verificare con un tecnico l’eventuale necessità di Cila, Scia o altri adempimenti comunali; nei condomìni servono inoltre la delibera assembleare e la ripartizione delle spese.
Fatture e pagamenti devono essere intestati correttamente e le somme vanno versate con bonifico bancario o postale parlante, riportando la causale, il codice fiscale del beneficiario e il codice fiscale o la partita Iva dell’impresa.
Il contribuente deve conservare fatture, ricevute dei bonifici, autorizzazioni edilizie o dichiarazione sostitutiva quando non richieste, dati catastali e documentazione condominiale. La spesa viene poi indicata nel modello 730 o Redditi. Quando l’intervento comporta anche risparmio energetico, va verificato l’eventuale obbligo di trasmissione dei dati all’Enea. Una pratica ordinata sin dall’inizio riduce il rischio di perdere il beneficio per errori formali.
Il passaggio dal vecchio bonus facciate al bonus ristrutturazione rende ancora più importante pianificare lavori, pagamenti e autorizzazioni. Affidarsi a professionisti qualificati come Edilizia Alternativa, soprattutto per opere in quota, consente di tutelare la sicurezza, la durata dell’intervento e il corretto accesso alle detrazioni disponibili.
