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5 Settembre 2026

Tutto sul bonus facciate, oggi bonus ristrutturazione: come richiederlo

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Rinnovare il prospetto di un edificio non è soltanto una scelta estetica: significa proteggere intonaci, murature, balconi e parti esposte agli agenti atmosferici. Realtà specializzate come Edilizia Alternativa approfondiscono il tema del bonus facciate e delle agevolazioni applicabili agli interventi esterni. Occorre però chiarire un punto decisivo: il vecchio incentivo autonomo si è concluso il 31 dicembre 2022 e oggi il rifacimento della facciata può beneficiare, quando ne ricorrono i requisiti, del bonus ristrutturazione.

Il vecchio bonus facciate non è più in vigore

Il bonus facciate aveva introdotto una detrazione specifica per il recupero o il restauro dell’involucro esterno visibile degli edifici. Dopo l’aliquota del 90% prevista nelle prime annualità, la misura era scesa al 60% per le spese sostenute nel 2022, ultimo anno di applicazione.

Nel 2026, quindi, non è possibile presentare una nuova richiesta utilizzando quella disciplina. Parlare ancora di “bonus facciate” è comprensibile nel linguaggio comune, ma fiscalmente bisogna verificare se i lavori rientrano nel recupero del patrimonio edilizio, nell’ecobonus o in un’altra agevolazione vigente. Richiedendo una consulenza professionale ad Edilizia Alternativa si avrà la possibilità di essere informati su ogni aspetto burocratico ed essere supportati sotto ogni aspetto.

Bonus ristrutturazione 2026: aliquote e limite di spesa

Per le spese sostenute nel 2026, il bonus ristrutturazione riconosce una detrazione ordinaria del 36%, elevata al 50% quando la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale sull’unità immobiliare adibita ad abitazione principale.

Il tetto resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare e il beneficio viene ripartito in dieci quote annuali di pari importo. La detrazione non è dunque un rimborso immediato: viene sottratta dall’Irpef dovuta, entro la capienza fiscale disponibile. Per i lavori condominiali, ciascun condomino utilizza la quota di spesa a lui attribuita e regolarmente versata.

Quali lavori sulla facciata possono essere agevolati

Non ogni intervento esterno dà automaticamente diritto alla detrazione. Sulle parti comuni degli edifici residenziali sono agevolabili anche opere di manutenzione ordinaria, come il rifacimento degli intonaci o la tinteggiatura, purché correttamente deliberate, documentate e riferite a parti comuni. Sulla singola unità immobiliare, invece, la semplice tinteggiatura estetica generalmente non basta: i lavori devono essere classificabili almeno come manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia.

Possono rientrare, secondo la natura concreta dell’intervento, il ripristino di porzioni deteriorate, la modifica della facciata, il consolidamento di elementi ammalorati e le opere connesse necessarie all’esecuzione. Per evitare errori è essenziale una verifica tecnica preventiva, perché la qualificazione edilizia incide sia sui titoli abilitativi sia sul diritto alla detrazione.

Anche gli interventi in quota eseguiti senza ponteggi possono essere fiscalmente agevolabili, ma la tecnica di accesso non modifica i requisiti tributari: contano il tipo di lavoro, l’immobile interessato e la documentazione.

Come richiedere il bonus ristrutturazione

Non esiste una domanda preventiva da inviare all’Agenzia delle Entrate. Prima dell’avvio occorre verificare con un tecnico l’eventuale necessità di Cila, Scia o altri adempimenti comunali; nei condomìni servono inoltre la delibera assembleare e la ripartizione delle spese.

Fatture e pagamenti devono essere intestati correttamente e le somme vanno versate con bonifico bancario o postale parlante, riportando la causale, il codice fiscale del beneficiario e il codice fiscale o la partita Iva dell’impresa.

Il contribuente deve conservare fatture, ricevute dei bonifici, autorizzazioni edilizie o dichiarazione sostitutiva quando non richieste, dati catastali e documentazione condominiale. La spesa viene poi indicata nel modello 730 o Redditi. Quando l’intervento comporta anche risparmio energetico, va verificato l’eventuale obbligo di trasmissione dei dati all’Enea. Una pratica ordinata sin dall’inizio riduce il rischio di perdere il beneficio per errori formali.

Il passaggio dal vecchio bonus facciate al bonus ristrutturazione rende ancora più importante pianificare lavori, pagamenti e autorizzazioni. Affidarsi a professionisti qualificati come Edilizia Alternativa, soprattutto per opere in quota, consente di tutelare la sicurezza, la durata dell’intervento e il corretto accesso alle detrazioni disponibili.

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    bonus fiscali
    Scritto da: Misterfisco
    1 Marzo 2021

    Bonus ristrutturazione facciate esterne

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    Il bonus facciate si colloca tra le iniziative proposte dallo Stato Italiano al fine di promuovere il settore edilizio, in un particolare momento storico in cui gli investimenti sono abbastanza limitati. Ma cosa vuol dire questo termine? Di seguito presenteremo tutti gli aspetti di questo sostegno economico, valutando quali siano i vantaggi e le detrazioni nell’usufruire del bonus per la ristrutturazione delle facciate esterne.

    Cos’è il bonus facciate 2021

    Il Decreto Rilancio del maggio del 2020, ha introdotto il bonus facciate 2021, confermando questa tipologia di sostegno economico anche nella Legge di Bilancio insieme al Bonus Casa, a quello di ristrutturazione e all’Ecobonus. Ma quali sono le caratteristiche del bonus facciate 2021? È un’agevolazione fiscale applicata su tutti i lavori che riguardano interventi di riqualificazione e ristrutturazione della facciata di un palazzo, identificata come la parte esterna fronte esterna, ma anche quelle laterali e posteriori non visibili direttamente.

    bonus ristrutturazione facciate esterne

    Come funziona il bonus facciate

    La detrazione fiscale del bonus facciate è pari al 90% e in casi particolari può essere estesa anche al 110%. Ecco qualche altra info in più per capire meglio come funziona il bonus facciate. È importante considerare che la richiesta può essere effettuata sia da una persona fisica – che abbia la disponibilità di un immobile – sia da una giuridica. Ciò significa che avranno diritto al bonus facciata il soggetto proprietario ma anche l’affittuario o l’eventuale convivente. Inoltre, potrà essere richiesto anche da una società la quale abbia la legittimità del possesso di un immobile.

    L’importo dei lavori non ha un limite di spesa, come nel caso di altre tipologie di bonus. A questo si deve aggiungere che il bonus facciate non si applica in maniera automatica, ma che la domanda dovrà essere fatta dal diretto interessato al momento della dichiarazione dei redditi. In ogni caso il totale dei lavori effettuati verrà suddiviso in 10 anni, con importi identici. Rispetto all’anno precedente il Decreto Rilancio ha introdotto una serie di novità al bonus facciate, infatti è stata inserita la possibilità di cedere il credito corrispondente all’ammontare della detrazione fiscale ad altri soggetti, come nel caso di un istituto di credito, oppure di ottenere uno sconto in fattura riducendo quindi l’investimento: sarà l’impresa a utilizzare la detrazione fiscale del bonus facciate a suo vantaggio.

    Il bonus facciate e il cappotto termico

    Il decreto rilancio ha confermato anche i requisiti necessari per far rientrare i lavori nel bonus ristrutturazione facciate esterne e con riferimento sia alla collocazione dell’immobile sia alla tipologia stessa di interventi.

    Dal punto di vista dei lavori, sono inclusi nel bonus facciate i seguenti interventi:

    • Miglioramento del decoro urbano: sono quei lavori che hanno il fine di modernizzare e ristrutturare grondaie, cornicioni, parapetti, tubazioni di pluviali, tutti elementi che possono incidere sull’aspetto del decoro di un edificio.
    • Balconi: sono inclusi nel bonus facciate tutti gli interventi per migliorare la sicurezza di un balcone sia dal punto di vista strutturale, con il rifacimento degli intonaci sia quelli estetici come l’applicazione di intonaco e pittura.
    • Interventi sulla facciata: dalla pulitura delle superfici esterne alla tinteggiatura, dall’intervento di rifacimento dei fregi a quello degli ornamenti, sono tutti lavori previsti nel bonus facciate.
    • Efficienza termica: si considerano anche tutti i lavori che hanno il fine di migliorare la capacità termica di un immobile.

    Inoltre, il bonus facciate con cappotto termico offre la possibilità di integrare questa agevolazione con quelle finalizzare per ridurre i consumi energetici di un immobile. 

    Come ottenere il bonus facciate: il ruolo del consulente fiscale

    Richiedere il bonus facciate è una procedura che prevede la necessità di disporre di un certo numero di documenti che saranno obbligatori sia per effettuare la domanda sia per eventuali verifiche. Dal pagamento alla ditta dei lavori alla fattura, dalla tipologia di interventi alla necessità di un tecnico esterno alla ditta che certifichi la riqualificazione energetica, sono tantissimi gli elementi che dovranno essere presi in considerazione e che in caso di loro mancanza possono determinare la perdita del bonus facciate. In questa prospettiva affidarsi a una consulenza come quella offerta dal commercialista online Misterfisco.it, può essere la giusta soluzione al fine di ottenere tutti i vantaggi delle agevolazioni fiscali previste dal Governo. 

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