L’Unione europea ha autorizzato l’Italia a continuare ad applicare il meccanismo dello split payment fino al 30 giugno 2029. Concedendo una proroga di tre anni rispetto alla precedente autorizzazione. La misura sarà quindi operativa senza interruzioni a partire dal 1° luglio 2026.
La decisione conferma la fiducia delle istituzioni europee nell’efficacia della scissione dei pagamenti come strumento di contrasto all’evasione dell’IVA, riconoscendo i risultati ottenuti dall’Italia negli ultimi anni.
L’Ue approva la proroga dello split payment
La proroga è contenuta nella Decisione di esecuzione (UE) 2026/1728 del Consiglio. Viene adottata il 10 luglio 2026 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 15 luglio.
Il provvedimento accoglie la richiesta presentata dal Governo italiano nell’ottobre 2025, con la quale era stata chiesta l’estensione dell’autorizzazione per continuare ad applicare il regime speciale previsto dalla normativa IVA.
Cos’è lo split payment e come funziona
Lo split payment, introdotto in Italia nel 2015, è un particolare sistema di versamento dell’IVA applicabile alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione e di altri soggetti individuati dalla legge.
Con questo meccanismo:
- il fornitore emette la fattura con IVA;
- il cliente versa al fornitore esclusivamente il corrispettivo al netto dell’imposta;
- l’IVA viene versata direttamente all’Erario dal soggetto acquirente.
In questo modo si elimina il rischio che l’imposta incassata dal fornitore non venga successivamente riversata allo Stato, riducendo in maniera significativa le possibilità di evasione fiscale.
Perché Bruxelles ha concesso la proroga
Secondo la Commissione europea, il sistema ha dimostrato di essere efficace nel contenimento dell’evasione IVA, contribuendo ad aumentare il livello di compliance fiscale.
La misura continua inoltre a rappresentare uno degli strumenti principali della strategia italiana contro le frodi fiscali. Soprattutto grazie alla sua integrazione con altri sistemi di controllo digitale.
Tra gli elementi che hanno convinto Bruxelles figurano:
- riduzione del rischio di evasione dell’IVA;
- maggiore tracciabilità delle operazioni;
- controlli fiscali più rapidi ed efficaci;
- migliore monitoraggio dei flussi finanziari tra Pubblica Amministrazione e fornitori.
Il ruolo della fatturazione elettronica

Uno dei motivi che hanno favorito la proroga dello split payment è la stretta integrazione con la fatturazione elettronica obbligatoria.
L’incrocio dei dati provenienti dalle fatture elettroniche e dai versamenti dell’IVA permette infatti all’Amministrazione finanziaria di individuare con maggiore rapidità eventuali anomalie, errori o comportamenti fraudolenti.
La digitalizzazione dei processi fiscali ha quindi rafforzato l’efficacia complessiva del sistema di controllo, rendendo lo split payment uno strumento ancora più incisivo nella lotta all’evasione.
Gli effetti per le imprese fornitrici
La proroga dello split payment interessa soprattutto le imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione.
Poiché l’IVA non viene incassata direttamente dal fornitore, molte aziende maturano con maggiore frequenza crediti IVA nei confronti dello Stato.
Per questo motivo la normativa prevede procedure di rimborso prioritarie, così da limitare gli effetti finanziari derivanti dal mancato incasso dell’imposta.
La stessa decisione europea richiama l’Italia a monitorare costantemente i tempi di rimborso, affinché le imprese possano recuperare i crediti in tempi rapidi e senza eccessivi impatti sulla liquidità.
Fino a quando sarà valido lo split payment
Con la nuova autorizzazione europea, il regime della scissione dei pagamenti resterà in vigore fino al 30 giugno 2029.
Prima della scadenza sarà necessario valutare nuovamente l’efficacia della misura e verificare se sussistano ancora le condizioni per un’eventuale ulteriore proroga oppure per il ritorno alle regole ordinarie previste dalla disciplina IVA europea.
La conferma dello split payment rappresenta comunque un ulteriore tassello nella strategia italiana di contrasto all’evasione fiscale, basata sulla combinazione di fatturazione elettronica, controlli digitali e sistemi di riscossione diretta dell’imposta, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e un più elevato livello di adempimento fiscale.