Con il Dlgs n. 147/2026 prende forma un nuovo modello per la fiscalità regionale e locale, basato su semplificazione, collaborazione con i contribuenti, maggiore efficacia nell’accertamento e rafforzamento dell’autonomia finanziaria degli enti territoriali.
Una nuova fase per il federalismo fiscale
Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2026 del Dlgs n. 147/2026, la riforma fiscale compie un ulteriore passo avanti sul fronte dei tributi regionali e locali e del federalismo fiscale regionale.
Il provvedimento ridisegna alcuni aspetti del rapporto tra contribuenti, Regioni, Province, città metropolitane e Comuni, introducendo strumenti destinati a rendere più semplice l’adempimento degli obblighi fiscali e più efficaci le attività di controllo e riscossione.
L’obiettivo è costruire un sistema nel quale l’attività degli enti territoriali non sia concentrata esclusivamente sulla fase repressiva, ma favorisca anche la prevenzione degli errori e l’adempimento spontaneo.
Lo Statuto del contribuente diventa un riferimento anche per gli enti locali
Una delle novità di carattere generale riguarda il richiamo ai principi dell’ordinamento tributario contenuti nello Statuto dei diritti del contribuente.
Regioni ed enti locali dovranno adeguare i propri ordinamenti a tali principi, rafforzando così l’idea di un sistema tributario maggiormente uniforme nelle garanzie riconosciute ai contribuenti.
Il decreto interviene quindi non soltanto sulle singole imposte, ma anche sulle modalità con cui il rapporto fiscale deve essere gestito dalle amministrazioni territoriali.
Più collaborazione per favorire la compliance fiscale
Il nuovo modello punta a rafforzare la tax compliance, cioè la capacità del contribuente di adempiere correttamente e spontaneamente ai propri obblighi.
Regioni ed enti locali potranno sviluppare iniziative di collaborazione preventiva attraverso:
- strumenti digitali e servizi online;
- maggiore disponibilità di informazioni tributarie;
- servizi di assistenza e consulenza;
- semplificazione degli adempimenti amministrativi;
- iniziative finalizzate a prevenire errori e irregolarità.
Tra gli strumenti più interessanti rientrano le comunicazioni preventive. Gli enti potranno segnalare al contribuente dati e informazioni già in loro possesso, permettendogli di verificare la propria posizione e, quando necessario, correggere spontaneamente eventuali anomalie prima dell’avvio di un’attività di accertamento.
Sono inoltre previsti istituti premiali per incentivare il comportamento virtuoso. In determinate condizioni, potranno essere previste anche riduzioni di aliquote o tariffe per chi sceglie il pagamento mediante addebito diretto sul conto corrente bancario o postale.
Avvisi bonari e ravvedimento: più spazio alla regolarizzazione
Il decreto introduce importanti strumenti anche per la gestione delle irregolarità.
Gli enti territoriali potranno trasmettere avvisi bonari in presenza di versamenti omessi, tardivi o effettuati soltanto parzialmente. La finalità è consentire al contribuente di regolarizzare la propria posizione beneficiando di sanzioni ridotte, quando ricorrono i presupposti.
Il contribuente avrà 60 giorni per fornire chiarimenti, presentare la documentazione richiesta oppure dimostrare l’avvenuto pagamento qualora questo non risulti correttamente contabilizzato dall’amministrazione.
La logica è quindi quella di privilegiare, ove possibile, la correzione spontanea dell’errore prima dell’avvio di una vera e propria procedura di accertamento.

Sanzioni tributarie: estesa la disciplina generale
Un ulteriore intervento riguarda il sistema sanzionatorio.
La disciplina generale delle sanzioni amministrative tributarie prevista dal Dlgs n. 472/1997 viene estesa anche ai tributi regionali e locali.
Dal 1° gennaio 2027, inoltre, troverà applicazione il riferimento alla parte I, titolo I, capo I del nuovo Testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali, introdotto dal Dlgs n. 173/2024.
L’obiettivo è rendere più omogeneo il quadro delle sanzioni applicabile alle diverse forme di fiscalità territoriale.
Imu: arriva il modello dichiarativo unico telematico
Tra gli interventi dedicati ai singoli tributi spiccano quelli relativi all’Imu.
Il decreto punta in particolare alla semplificazione degli adempimenti attraverso l’introduzione di un modello unico per la dichiarazione Imu in formato telematico.
Una caratteristica rilevante è la validità della dichiarazione anche per gli anni successivi. Il contribuente, pertanto, non dovrà ripresentarla ogni anno quando la situazione dell’immobile rimane invariata, mentre sarà necessario intervenire in presenza di variazioni rilevanti ai fini dell’imposta.
La novità si inserisce nel più ampio processo di digitalizzazione degli adempimenti tributari locali.
Tari: più attenzione al riciclo e alla gestione dei rifiuti
Il Dlgs n. 147/2026 interviene anche sulla Tari, collegando maggiormente il prelievo alla concreta gestione dei rifiuti urbani.
Per le utenze non domestiche che scelgono di conferire i propri rifiuti urbani al di fuori del servizio pubblico e dimostrano di averli avviati al riciclo o al recupero, viene prevista l’esclusione dalla componente tariffaria collegata alla quantità dei rifiuti conferiti al servizio pubblico.
La scelta tra servizio pubblico e ricorso al mercato, tuttavia, dovrà essere mantenuta per un periodo minimo di due anni.
La disciplina mira quindi a favorire comportamenti coerenti con i principi dell’economia circolare, collegando il prelievo alla quantità e alle modalità effettive di gestione dei rifiuti.
Agevolazioni per il compostaggio aerobico
Sempre nell’ambito della Tari, il decreto dedica attenzione al compostaggio aerobico, prevedendo specifiche riduzioni tariffarie.
Le agevolazioni possono riguardare sia determinate utenze agricole e vivaistiche, sia le utenze domestiche che adottano sistemi di compostaggio secondo le condizioni previste dalla disciplina.
Anche questa misura si inserisce nella strategia di incentivazione delle pratiche di riduzione e recupero dei rifiuti organici.
Dal 2027 nuova compartecipazione all’Irpef
Particolarmente significativo è infine l’intervento sul federalismo fiscale.
A partire dal 2027 viene prevista una compartecipazione al gettito dell’Irpef destinata alle Province e alle città metropolitane delle Regioni a statuto ordinario, nonché alla Regione siciliana e alla Regione Sardegna.
La misura rappresenta un tassello importante nel percorso di rafforzamento dell’autonomia finanziaria degli enti territoriali, con l’obiettivo di collegare maggiormente le risorse disponibili alle funzioni esercitate dagli enti stessi.
Un sistema locale più digitale e orientato alla prevenzione
Nel complesso, il Dlgs n. 147/2026 introduce un’impostazione che punta a rendere la fiscalità territoriale più semplice, digitale e collaborativa.
La riforma agisce contemporaneamente su più fronti: dalla gestione dei tributi alla fase di accertamento, dalle sanzioni alla riscossione, fino alla maggiore autonomia finanziaria di Regioni ed enti locali.
Per i contribuenti, l’aspetto più significativo è il rafforzamento degli strumenti che consentono di intercettare e correggere gli errori prima dell’accertamento, mentre per le amministrazioni territoriali il provvedimento offre nuovi strumenti per migliorare la gestione delle entrate e rendere più efficiente il rapporto con cittadini e imprese.