La disciplina sulla dichiarazione IVA omessa cambia con le nuove disposizioni introdotte dalla legge di Bilancio 2026. L’obiettivo è consentire all’Agenzia delle entrate di determinare direttamente l’imposta dovuta utilizzando le informazioni già presenti nelle proprie banche dati.
Il nuovo meccanismo è stato disciplinato dal provvedimento dell’Agenzia delle entrate del 28 agosto 2026, adottato in attuazione dell’articolo 54-bis.1 del Dpr n. 633/1972, introdotto dalla legge n. 199/2025.
La procedura permette quindi al Fisco di ricostruire la posizione IVA del contribuente anche in assenza della dichiarazione annuale, senza dover necessariamente attendere un ordinario procedimento di accertamento.
Quali dati utilizza l’Agenzia delle entrate
In caso di omessa presentazione della dichiarazione IVA annuale, l’Amministrazione finanziaria può utilizzare le informazioni già disponibili nei propri sistemi informativi.
In particolare, il calcolo può basarsi su:
- fatture elettroniche emesse e ricevute;
- corrispettivi telematici trasmessi;
- dati contenuti nelle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA;
- versamenti IVA già effettuati dal contribuente.
Queste informazioni consentono di ricostruire la posizione fiscale relativa al periodo d’imposta interessato.
I dati delle fatture elettroniche, dei corrispettivi e delle comunicazioni periodiche possono essere consultati attraverso il portale “Fatture e Corrispettivi”, mentre i versamenti risultano disponibili nel Cassetto fiscale.
Come viene determinata l’IVA dovuta
Il procedimento di liquidazione automatizzata parte dal confronto tra IVA a debito e IVA a credito ricavabili dai dati presenti nelle banche dati dell’Amministrazione.
Dal risultato vengono sottratti gli eventuali versamenti IVA già effettuati dal contribuente.
Alla somma eventualmente dovuta si aggiungono poi:
- la sanzione per omessa dichiarazione, prevista dall’articolo 5, comma 1, del Dlgs n. 471/1997;
- gli interessi del 4% annuo, secondo quanto previsto dal provvedimento.
È importante sottolineare che la procedura automatizzata non sostituisce necessariamente l’attività ordinaria di controllo: l’Amministrazione mantiene infatti la possibilità di procedere anche con le ordinarie attività di accertamento.
Entro quando può intervenire il Fisco
La liquidazione può essere effettuata entro il 31 dicembre del settimo anno successivo a quello nel quale la dichiarazione avrebbe dovuto essere presentata.
Si tratta quindi di un arco temporale particolarmente ampio, durante il quale l’Agenzia può utilizzare i dati già acquisiti per determinare l’eventuale debito IVA.
Il contribuente ha 60 giorni per intervenire
Una delle garanzie più importanti previste dalla nuova disciplina riguarda il contraddittorio con il contribuente.
Quando dalla liquidazione automatizzata emerge un importo IVA da versare, l’Agenzia comunica l’esito all’interessato. Da quel momento il contribuente dispone di 60 giorni per:
fornire chiarimenti,
segnalare dati mancanti o errati,
presentare elementi utili alla rideterminazione dell’imposta,
oppure procedere al pagamento delle somme richieste.
La comunicazione viene trasmessa tramite PEC all’indirizzo presente nell’INI-PEC oppure al domicilio digitale speciale comunicato all’Agenzia delle entrate.
Qualora la comunicazione non possa essere recapitata, è previsto l’invio tramite raccomandata con avviso di ricevimento.
Nel Cassetto fiscale viene inoltre reso disponibile il dettaglio degli elementi utilizzati per effettuare la liquidazione.

A chi rivolgersi per l’assistenza
Il contribuente che ritenga necessario contestare o correggere i dati utilizzati può rivolgersi alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate competente in base al domicilio fiscale.
Per i contribuenti di maggiori dimensioni è prevista invece la competenza delle Direzioni regionali. La regola riguarda i soggetti con volume d’affari, ricavi o compensi pari almeno a 100 milioni di euro.
Questo canale consente di chiarire eventuali anomalie prima che la posizione venga definitivamente iscritta a ruolo.
Come evitare l’iscrizione a ruolo
Il provvedimento stabilisce che le somme dovute per imposta, sanzioni e interessi siano iscritte a ruolo a titolo definitivo.
Il contribuente può però evitare l’iscrizione a ruolo effettuando il pagamento entro 60 giorni dalla comunicazione dell’esito della liquidazione.
Il pagamento tempestivo comporta condizioni più favorevoli, tra cui:
- sanzione ridotta a un terzo;
- applicazione degli interessi nella misura del 3,5% annuo.
Se, dopo le osservazioni presentate dal contribuente, l’Agenzia procede a una nuova determinazione dell’importo, il termine di 60 giorni decorre dalla ricezione della nuova comunicazione.
Pagamento tramite modello F24
Le somme dovute devono essere versate attraverso il modello F24.
Per questo specifico pagamento non è prevista la possibilità di utilizzare crediti in compensazione.
I relativi codici tributo per il versamento dell’imposta, delle sanzioni e degli interessi saranno successivamente istituiti con una specifica risoluzione dell’Agenzia delle entrate.
Attenzione anche alla dichiarazione formalmente presentata
La nuova disciplina non riguarda soltanto il caso in cui la dichiarazione IVA non venga materialmente trasmessa.
È considerata omessa anche la dichiarazione presentata senza i dati relativi alle operazioni attive effettuate, quando tali informazioni sono indispensabili per determinare il volume d’affari e quantificare l’imposta dovuta.
Per questo motivo, la corretta compilazione della dichiarazione resta fondamentale anche quando l’adempimento risulta formalmente trasmesso.
Cosa cambia per imprese e professionisti
La nuova procedura aumenta la capacità dell’Amministrazione finanziaria di ricostruire automaticamente la posizione IVA attraverso dati che sono già nella sua disponibilità.
Per imprese e professionisti diventa quindi ancora più importante verificare periodicamente la coerenza tra fatture elettroniche, corrispettivi, liquidazioni periodiche, versamenti e dichiarazione annuale.
In caso di comunicazione dell’Agenzia, i 60 giorni rappresentano una scadenza essenziale: entro tale termine è possibile fornire elementi correttivi oppure pagare beneficiando della riduzione delle sanzioni e degli interessi indicati dal provvedimento.
In sintesi
La novità introduce un sistema nel quale il Fisco può calcolare l’IVA dovuta anche senza dichiarazione annuale, sfruttando i dati già disponibili. Il contribuente, tuttavia, conserva la possibilità di intervenire sulla ricostruzione effettuata dall’Amministrazione e, pagando entro i termini previsti, può evitare l’iscrizione a ruolo e beneficiare di condizioni sanzionatorie più favorevoli.