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31 Luglio 2026
7 Minuti di lettura

Bonus e stock option: come funziona l’esenzione dall’addizionale del 10%

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Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una nuova agevolazione fiscale dedicata ai bonus e alle stock option riconosciuti ai dirigenti e ai collaboratori del settore finanziario. Il provvedimento emanato il 30 luglio 2026 dall’Agenzia delle Entrate definisce le modalità operative per beneficiare della disapplicazione dell’addizionale del 10% prevista sui compensi variabili che eccedono la parte fissa della retribuzione.

L’incentivo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, punta anche a favorire il sostegno agli enti del Terzo settore attraverso un sistema che collega il beneficio fiscale all’effettuazione di specifiche erogazioni liberali.

La nuova agevolazione prevista dalla Legge di Bilancio 2026

La misura nasce dall’articolo 1, comma 137, della Legge n. 199/2025, che ha inserito il comma 2-ter nell’articolo 33 del Dl 78/2010.

La disposizione stabilisce che, al ricorrere di precise condizioni, non trova applicazione l’addizionale del 10% prevista sui compensi variabili, come:

  • bonus annuali
  • stock option
  • altri emolumenti variabili corrisposti ai dirigenti e ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Il recente provvedimento dell’Agenzia delle Entrate definisce ora tutte le regole operative necessarie per consentire ai datori di lavoro di usufruire dell’agevolazione.

Il requisito fondamentale: la donazione agli enti del Terzo settore

L’accesso al beneficio fiscale è subordinato all’effettuazione di una donazione a favore di uno o più enti del Terzo settore, disciplinati dal Codice del Terzo settore (Dlgs 117/2017).

In particolare, il datore di lavoro deve effettuare un versamento di importo pari almeno al doppio dell’addizionale del 10% che sarebbe stata dovuta nel periodo d’imposta di riferimento.

Esempio pratico

Se l’addizionale dovuta ammonta a 20.000 euro, il datore di lavoro dovrà effettuare una donazione di almeno 40.000 euro a favore di uno o più enti del Terzo settore per poter beneficiare della disapplicazione dell’imposta.

Gli enti beneficiari devono essere indipendenti

Il provvedimento introduce anche un importante requisito volto a garantire la trasparenza dell’operazione.

Gli enti destinatari delle donazioni devono infatti essere completamente indipendenti rispetto al soggetto che eroga bonus e stock option.

Di conseguenza non possono ricevere le erogazioni gli enti che:

  • controllano il soggetto donatore;
  • sono controllati dal donatore;
  • appartengono allo stesso gruppo societario.

Questa previsione evita possibili utilizzi strumentali dell’agevolazione.

Modalità di pagamento delle donazioni

Per accedere all’agevolazione, la donazione deve essere effettuata mediante bonifico bancario, così da garantirne la piena tracciabilità.

Tuttavia, il provvedimento riconosce validi anche i versamenti effettuati prima della sua pubblicazione con strumenti di pagamento differenti, purché:

  • siano tracciabili;
  • risultino adeguatamente documentati;
  • siano regolarmente rendicontati dall’ente beneficiario.

Versamento insufficiente: l’agevolazione non si perde subito

Una delle novità più rilevanti riguarda le ipotesi in cui, in sede di conguaglio fiscale, emerga che la donazione effettuata sia inferiore al minimo richiesto.

In questa circostanza il beneficio non viene automaticamente revocato.

Il datore di lavoro potrà infatti integrare la somma mancante effettuando un versamento aggiuntivo entro 60 giorni dal termine previsto per la consegna della Certificazione Unica, così da mantenere il diritto all’agevolazione.

Si tratta di una previsione che offre maggiore flessibilità nella gestione degli adempimenti.

Obblighi dichiarativi e documentazione da conservare

Per beneficiare dell’esenzione dall’addizionale del 10%, il soggetto che eroga bonus e stock option dovrà rispettare specifici obblighi fiscali.

Nella dichiarazione dei redditi dovranno essere indicati:

  • l’importo complessivo delle donazioni effettuate;
  • i codici fiscali degli enti del Terzo settore beneficiari.

Sarà inoltre necessario conservare tutta la documentazione utile a dimostrare:

  • l’importo dell’addizionale teoricamente dovuta;
  • gli emolumenti variabili corrisposti;
  • le somme effettivamente donate.

Cosa cambia nella Certificazione Unica

Anche la Certificazione Unica (CU) viene interessata dalla nuova disciplina.

Il sostituto d’imposta dovrà infatti attestare che, nei confronti del dirigente o del collaboratore interessato, non è stata applicata l’addizionale del 10%, indicando correttamente l’applicazione del regime agevolato previsto dall’articolo 33, comma 2-ter, del Dl 78/2010.

Decorrenza della nuova disciplina

Le nuove disposizioni trovano applicazione alle remunerazioni variabili corrisposte dal 1° gennaio 2026.

Poiché il modello Redditi contenente i nuovi campi dichiarativi sarà approvato soltanto nel 2027, il provvedimento introduce una disciplina transitoria.

In particolare:

  • i versamenti effettuati nel corso del 2026 dovranno essere indicati nel modello Redditi 2027;
  • nello stesso modello dovranno essere riportate anche le donazioni effettuate nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2026.

Le novità in sintesi

La disciplina introdotta rappresenta un’importante innovazione per il settore finanziario, con un duplice obiettivo: ridurre il carico fiscale sui compensi variabili e, allo stesso tempo, favorire il finanziamento del Terzo settore.

Per usufruire dell’esenzione dall’addizionale del 10% sarà però indispensabile rispettare rigorosamente tutte le condizioni previste, dalla corretta determinazione dell’importo da donare agli obblighi documentali e dichiarativi, evitando così il rischio di perdere il beneficio fiscale.

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