È ufficialmente operativo il bonus carburante destinato alle imprese del settore della pesca. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale del 22 maggio 2026 (GU n. 138 del 17 giugno 2026), sono state definite le modalità di accesso al contributo straordinario introdotto dall’articolo 4 del Decreto-legge n. 33/2026.
L’agevolazione nasce con l’obiettivo di sostenere le imprese ittiche che hanno subito un forte incremento dei costi energetici e del carburante, riconoscendo un credito d’imposta pari al 20% delle spese sostenute per l’acquisto di gasolio e benzina destinati all’attività di pesca professionale.
Il provvedimento è stato emanato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf), di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, e rende immediatamente applicabile il beneficio fiscale.
Cos’è il bonus carburante per la pesca
Il bonus consiste in un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta destinato alle imprese che esercitano attività di pesca professionale.
La misura è stata introdotta per compensare, almeno parzialmente, l’aumento eccezionale dei prezzi dei carburanti registrato nei primi mesi del 2026, che ha inciso in maniera significativa sui costi operativi delle imprese del comparto ittico.
Il credito riconosciuto può arrivare fino al 20% delle spese ammissibili, calcolate al netto dell’IVA.
Quali spese possono beneficiare dell’agevolazione
Il decreto stabilisce con precisione le spese che possono essere considerate ai fini del bonus.
Sono agevolabili esclusivamente gli acquisti di:
- gasolio;
- benzina;
utilizzati per l’alimentazione dei pescherecci impiegati nell’attività di pesca professionale.
Restano escluse tutte le altre tipologie di utilizzo del carburante non direttamente collegate alla navigazione delle unità da pesca.
Periodo di riferimento delle spese
Il credito d’imposta riguarda esclusivamente le spese sostenute nei mesi di:
- marzo 2026;
- aprile 2026;
- maggio 2026.
Per il calcolo dell’agevolazione sarà necessario fare riferimento alle fatture di acquisto regolarmente emesse, che rappresentano la base documentale per la determinazione del beneficio.
Chi può richiedere il credito d’imposta
Possono accedere al bonus:
- microimprese;
- piccole imprese;
- medie imprese;
operanti nel settore della pesca professionale, indipendentemente dalla forma giuridica adottata o dal regime contabile utilizzato.
Soggetti esclusi
Non possono beneficiare dell’agevolazione le imprese che:
- risultano destinatarie di provvedimenti di recupero relativi ad aiuti di Stato dichiarati incompatibili dalla Commissione europea;
- rientrano nelle fattispecie di esclusione previste dalla normativa europea sugli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell’acquacoltura.
Dotazione finanziaria e limite massimo di spesa
Per l’anno 2026 il legislatore ha stanziato una dotazione complessiva pari a 10 milioni di euro.
Questo significa che il credito d’imposta sarà riconosciuto entro il limite delle risorse disponibili.
Qualora l’ammontare complessivo delle richieste presentate dalle imprese risulti superiore al plafond disponibile, il beneficio verrà ridotto proporzionalmente per tutti i richiedenti.
Come presentare la domanda

Le richieste dovranno essere trasmesse esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma dedicata del Masaf.
Una successiva circolare ministeriale, da pubblicare entro dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto, definirà:
- calendario di apertura e chiusura delle domande;
- modalità operative di presentazione;
- istruzioni tecniche per la compilazione.
In ogni caso, il periodo disponibile per l’invio delle istanze non potrà essere inferiore a 30 giorni.
Documentazione richiesta
Per accedere al beneficio sarà necessario allegare:
- fatture di acquisto del carburante;
- documentazione attestante il pagamento;
- libretto di controllo del carburante;
- dichiarazioni relative agli aiuti eventualmente già ricevuti per le medesime spese.
Le imprese dovranno inoltre attestare:
- la propria regolarità fiscale;
- il possesso dei requisiti richiesti dalla normativa;
- l’assenza di cause di esclusione.
Le domande incomplete o non conformi alle disposizioni previste dal decreto saranno escluse dalla procedura.
Come viene calcolato il credito d’imposta
Terminata la fase di raccolta delle domande, il Ministero procederà alla verifica delle richieste e alla determinazione dell’aliquota effettiva del beneficio.
Se le risorse sono sufficienti
Qualora il totale dei crediti richiesti rientri nel limite dei 10 milioni di euro disponibili, il contributo resterà pari al 20% delle spese ammissibili.
Se le richieste superano il plafond
Nel caso in cui il fabbisogno complessivo superi le risorse stanziate, il credito verrà ridotto proporzionalmente per tutti i beneficiari, così da garantire il rispetto del limite di spesa previsto dalla legge.
Per i contributi superiori a 150.000 euro sarà inoltre necessario effettuare le verifiche previste dalla normativa antimafia prima dell’utilizzo del credito.
Utilizzo del bonus: compensazione tramite modello F24
Il credito d’imposta riconosciuto potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione mediante modello F24.
L’utilizzo dovrà avvenire attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e sarà possibile fino al 31 dicembre 2026, utilizzando l’apposito codice tributo che verrà istituito dall’Amministrazione finanziaria.
Vantaggi fiscali del credito
Il decreto conferma che il bonus:
- non concorre alla formazione del reddito imponibile;
- ne rileva ai fini IRAP;
- non è soggetto ai limiti ordinari previsti per altri crediti d’imposta.
Si tratta quindi di una misura particolarmente favorevole per le imprese del settore.
Cumulabilità con altre agevolazioni
Il credito d’imposta può essere cumulato con altri contributi o incentivi pubblici riferiti agli stessi costi.
Tuttavia, il cumulo è consentito soltanto entro determinati limiti:
- non può superare il costo effettivamente sostenuto dall’impresa;
- devono essere rispettati i massimali previsti dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato.
Controlli, verifiche e sanzioni
Il Masaf effettuerà controlli amministrativi e verifiche a campione per accertare:
- la veridicità delle dichiarazioni presentate;
- la correttezza della documentazione allegata;
- l’effettiva sussistenza dei requisiti richiesti.
In caso di utilizzo indebito del credito o di dichiarazioni non veritiere, si procederà al recupero delle somme percepite, con applicazione di:
- interessi;
- sanzioni amministrative;
- eventuali ulteriori conseguenze previste dalla normativa vigente.
Anche l’Agenzia delle Entrate potrà segnalare anomalie o irregolarità riscontrate durante le attività di controllo.
Registrazione degli aiuti nel Registro nazionale
Tutti i contributi concessi saranno registrati negli archivi nazionali dedicati agli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell’acquacoltura.
L’iscrizione nei registri ufficiali garantisce il monitoraggio delle risorse erogate e il rispetto delle disposizioni europee in materia di trasparenza e controllo degli aiuti pubblici.
Bonus carburante pesca 2026
Il bonus carburante pesca 2026 rappresenta un importante strumento di sostegno per le imprese ittiche, consentendo di recuperare fino al 20% delle spese sostenute per carburante nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026. Per ottenere il beneficio sarà fondamentale presentare correttamente la domanda, conservare tutta la documentazione richiesta e rispettare le scadenze che saranno indicate dal Masaf nelle prossime settimane.