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Saggi
26 Giugno 2026

Si può ancora fruire del Bonus verde per giardini e terrazze nel modello 730/2026?

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Rispondiamo in questa guida fiscale ad un quesito pervenuto alla Redazione da parte di un contribuente: “Si può ancora fruire del Bonus verde per giardini e terrazze nel modello 730/2026?”. Vediamo cosa risponde la normativa vigente.

Cos’è il Bonus verde per giardini e terrazze?

Il Bonus Verde era un’agevolazione fiscale introdotta dalla Legge di Bilancio 2018 (articolo 1, commi 12-15) e prorogata di anno in anno fino al 31 dicembre 2024. Consisteva in una detrazione IRPEF del 36% sulle spese sostenute per la sistemazione a verde di giardini e aree esterne private, da suddividere in dieci quote annuali di pari importo.

La Legge di Bilancio 2022 è stata l’ultimo provvedimento a prorogare esplicitamente l’agevolazione, fissando la scadenza al 2024. La successiva Legge di Bilancio 2025 (L. n. 207/2024) non ha inserito alcuna proroga, decretando di fatto la fine del bonus.

Interventi ammessi (fino al 31/12/2024)

Erano agevolabili le seguenti tipologie di lavori, a condizione che fossero di natura innovativa o modificativa rispetto allo stato preesistente:

  • Sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, pertinenze e recinzioni
  • Riqualificazione di tappeti erbosi (esclusi quelli per uso sportivo a fini di lucro)
  • Miglioramento o realizzazione ex novo di impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi
  • Realizzazione di coperture a verde e giardini pensili
  • Interventi di recupero di giardini di interesse storico e artistico vincolati
  • Spese di progettazione e manutenzione connesse all’esecuzione degli interventi ammissibili
  • Allestimento a verde di balconi e terrazzi, se permanente e riferito a un intervento innovativo sull’intera sistemazione

Nessuna detrazione era prevista per:

  • La manutenzione ordinaria periodica di giardini già esistenti, se non connessa a un intervento innovativo
  • I lavori eseguiti in proprio (c.d. lavori in economia), come la sistemazione autonoma di piante in vasi
  • L’acquisto di semplici vasi, fioriere mobili e arredi da giardino non permanenti

La detrazione massima prevista era pari a 1.800 euro per unità immobiliare (36% calcolato su un tetto di spesa di 5.000 euro). Per le parti comuni condominiali l’aliquota saliva al 50%. Il pagamento doveva obbligatoriamente avvenire tramite bonifico parlante recante i seguenti dati: causale con riferimento normativo (art. 16-bis DPR 917/86), codice fiscale del beneficiario e codice fiscale o P.IVA del fornitore.

Modello 730/2026: le regole operative

Il Modello 730/2026, relativo ai redditi percepiti nel 2025, deve essere presentato entro il 30 settembre 2026 direttamente all’Agenzia delle Entrate o a un professionista abilitato. La scadenza vale sia per il 730 precompilato sia per quello ordinario.

Nuove spese sostenute nel 2025: nessuna detrazione

Chi ha effettuato interventi di sistemazione del verde nel corso del 2025 non può portare in detrazione tali spese nel 730/2026. Il Bonus Verde risulta non prorogato per l’anno d’imposta 2025, come confermato dalle istruzioni ufficiali del modello pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e dagli studi commerciali.

Rate residue 2021–2024: si continua a detrarre

Per chi ha sostenuto spese ammissibili negli anni compresi tra il 2021 e il 2024, le quote annuali non ancora fruite vanno regolarmente indicate nel modello dichiarativo. Le rate residue si inseriscono nel Quadro E, alla sezione relativa agli interventi di recupero edilizio e bonus verde (rigo E41, con codice 12), indicando l’anno di sostenimento della spesa e l’importo delle spese detraibili originariamente sostenute. La detrazione si recupera in dieci anni: chi ha speso nel 2021 porta in detrazione nel 730/2026 la quinta rata; chi ha speso nel 2024 porta la seconda.

In sintesi:

SITUAZIONECOSA FARE NEL 730/2026
Spese sostenute nel 2025 per il verde❌ Nessuna detrazione possibile
Spese 2021–2024 con rate ancora in corso✅ Indicare la rata annuale nel Quadro E
Nuovi lavori straordinari sul giardino nel 2026⚠️ Valutare il Bonus Ristrutturazione con un Commercialista!

Quali sono le alternative possibili nel 2026?

Con la scadenza del Bonus Verde, alcuni interventi sugli spazi esterni possono comunque rientrare in altre agevolazioni vigenti. È fondamentale però non commettere errori di inquadramento fiscale, che possono esporre il contribuente a contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Bonus Ristrutturazione

Il Bonus Ristrutturazione resta attivo nel 2026 con aliquote diverse in base alla tipologia di immobile: 50% per l’abitazione principale (prima casa) e 36% per le altre abitazioni, su un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.

Può coprire lavori in giardino o su aree esterne solo se questi rientrano in una manutenzione straordinaria vera e propria. Sono esempi di interventi potenzialmente ammissibili:

  • Radicale trasformazione dell’area verde con modifiche strutturali ai percorsi o ai confini del lotto
  • Realizzazione di un pozzo artesiano o di una cisterna per il recupero delle acque piovane
  • Rifacimento completo dell’impianto idrico esterno con scavi e posa di nuove condutture
  • Costruzione o sostituzione di recinzioni fisse con opere murarie
  • Installazione ex novo di impianto di illuminazione esterna per sicurezza o risparmio energetico

Non è invece ammissibile detrarre la semplice piantumazione di alberi, la posa di prato ornamentale o l’installazione di un impianto di irrigazione ordinario, se considerati come interventi autonomi privi di valenza edilizia.

Ecobonus

L’Ecobonus 2026 riguarda esclusivamente il miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio: non copre interventi ornamentali o paesaggistici, e può avere rilevanza in ambito esterno solo se l’opera incide concretamente sulle prestazioni energetiche (ad esempio, schermature solari su strutture che migliorano l’isolamento termico dell’immobile).

Documentazione da conservare

Per le rate residue del Bonus Verde (spese 2021–2024), è necessario conservare e poter esibire la seguente documentazione in caso di controllo:

  • Le fatture o ricevute fiscali emesse dalla ditta esecutrice dei lavori
  • Le ricevute dei bonifici parlanti con cui è stato effettuato il pagamento
  • L’autocertificazione delle spese totali portate in detrazione
  • Eventuale documentazione fotografica attestante la natura innovativa dell’intervento
  • Il quadro E delle dichiarazioni degli anni precedenti, per verificare la progressione delle rate

Considerazioni conclusive

Il Bonus Verde ha concluso il suo percorso il 31 dicembre 2024 senza essere prorogato: nel 730/2026 non è possibile detrarre spese sostenute nel 2025 per giardini e terrazze. Tuttavia, chi ha ancora rate annuali aperte per lavori effettuati tra il 2021 e il 2024 deve continuare a indicarle regolarmente nella dichiarazione dei redditi.

Per chi intende eseguire lavori negli spazi esterni nel 2026, l’unica via percorribile per ottenere un beneficio fiscale è verificare se l’intervento possieda i requisiti strutturali per rientrare nel Bonus Ristrutturazione.

In questo caso è fortemente consigliato confrontarsi preventivamente con un Commercialista, per evitare di applicare agevolazioni non spettanti e incorrere in sanzioni.

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