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22 Giugno 2013

Decreto Fare: approvate dal Consiglio dei Ministri una serie di misure nell’ambito della semplificazione fiscale.

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Nel Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2013, è stato approvato il testo di un Decreto Legge nel quale sono previste una serie di misure urgenti per il rilancio economico del Paese, il cosiddetto “Decreto Fare”. Il Decreto Legge non è stato ancora pubblicato.

Tra le numerose misure adottate, mettiamo in evidenza, in materia di semplificazione fiscale:

abolizione della responsabilità fiscale solidale tra l’appaltatore ed il subappaltatore relativamente ai versamenti Iva;

– nuove regole in materia di pignorabilità delle proprietà immobiliari: se l’unico immobile di proprietà del debitore è adibito ad abitazione principale, non può essere pignorato, ad eccezione dei casi in cui l’immobile sia di lusso o sia comunque classificato nelle categorie catastali A/8 e A/9 (ville e castelli). Per tutti gli altri immobili, il valore minimo del debito che autorizza il riscossore a procedere con l’esproprio dell’immobile, è stato portato da 20.000 a 120.000 Euro. L’esecuzione dell’esproprio non può essere resa effettiva prima di sei mesi dall’iscrizione dell’ipoteca (prima erano sufficienti quattro mesi). Inoltre, per le imprese, i limiti alla pignorabilità presenti nel codice di procedura civile per le ditte individuali, sono estesi alle società di capitali e, più in generale, alle società nelle quali il capitale prevale sul lavoro.

– riguardo alla riscossione dei crediti da parte di Equitalia, potrà essere concessa una dilazione dei pagamenti per l’estinzione dei debiti fino ad un massimo di 120 rate mensili (prima il limite era di 72 rate mensili). In caso di peggioramento delle condizioni economiche del debitore, potrà essere concessa una dilazione ulteriore per un massimo di 120 rate mensili (prima il limite era, anche in questo caso, di 72 rate mensili). L’estensione è concessa a condizione che sia accertata una grave situazione di difficoltà del contribuente non dovuta a sua responsabilità e legata alla crisi economica che sia tale da rendere impossibile il rispetto del piano ordinario. Il numero di rate non pagate che determina la decadenza dall’accordo di rateizzazione è stato aumentato a otto rate anche non consecutive (prima era di due rate consecutive).

abrogazione del 770 mensile.

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.

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