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24 Aprile 2026

Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA): aggiornamento 2026

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Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato l’aggiornamento 2026 degli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), introducendo modifiche rilevanti che troveranno applicazione già nella prossima dichiarazione dei redditi.

Il nuovo decreto e l’ambito di applicazione

Con il decreto del 31 marzo 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 88 del 16 aprile 2026, sono stati revisionati 85 ISA. Questi indici si applicano al periodo d’imposta 2025 e dovranno essere utilizzati nella dichiarazione Redditi 2026. Si tratta, in sostanza, dell’evoluzione degli indici già in vigore negli anni precedenti, aggiornati per riflettere meglio le condizioni economiche attuali.

L’intervento riguarda una platea ampia, pari a circa 1,85 milioni di contribuenti tra imprese e lavoratori autonomi. Le attività coinvolte spaziano dal commercio alle professioni, dai servizi alla manifattura, includendo realtà molto diverse tra loro, come negozi al dettaglio, studi notarili e dentistici, bar, ristoranti, imprese edili e attività produttive.

La distribuzione degli indici per settore

Gli 85 ISA aggiornati si suddividono in quattro macro-aree economiche. Una parte significativa riguarda il commercio, affiancata dagli indici dedicati alle attività professionali. Un numero rilevante interessa il settore dei servizi, mentre una quota più contenuta è destinata alla manifattura.

Questa articolazione riflette la struttura del sistema economico e consente di adattare gli strumenti di valutazione alle specificità operative dei diversi comparti.

Funzione e base normativa degli ISA

Gli ISA sono disciplinati dall’articolo 9-bis del decreto-legge n. 50 del 2017, che ne definisce natura, finalità e modalità di approvazione. La loro funzione principale è quella di misurare il grado di affidabilità fiscale del contribuente attraverso un punteggio.

A tale punteggio sono collegati specifici benefici premiali, come la riduzione dei controlli o l’accesso a procedure più snelle nei rimborsi fiscali. Il sistema, quindi, non ha solo una funzione di controllo, ma anche di incentivo alla compliance.

Contenuti principali del decreto

Il decreto ministeriale segue una struttura ormai consolidata. Da un lato approva formalmente i 85 indici, associandoli ai codici attività della classificazione ATECO 2025 e corredandoli di note tecniche e metodologiche. Dall’altro disciplina le modalità applicative, distinguendo tra imprese e professionisti e regolando i casi di attività prevalente, multiattività e attività complementari.

Vengono inoltre definite le cause di esclusione e i criteri per la determinazione del punteggio di affidabilità, includendo anche la possibilità per il contribuente di dichiarare componenti positivi aggiuntivi con effetti sulle principali imposte, tra cui Irpef, Ires, Irap e IVA.

I criteri di aggiornamento degli ISA

L’elaborazione dei nuovi ISA si basa su un’analisi ampia e strutturata dei dati. In particolare, sono stati utilizzati i dati dichiarativi relativi agli ultimi otto anni disponibili, dal 2016 al 2023. Questo arco temporale consente di includere nel modello anche gli effetti delle recenti crisi economiche e delle trasformazioni del contesto internazionale.

Accanto ai dati fiscali, sono stati impiegati indicatori economico-finanziari aggiornati, in modo da rendere gli indici più aderenti alla realtà. Una parte degli effetti straordinari viene quindi incorporata già nella fase ordinaria di aggiornamento, riducendo la necessità di interventi correttivi successivi.

Le future misure correttive

Nonostante l’aggiornamento, il sistema ISA sarà ulteriormente integrato con misure straordinarie. Queste serviranno a tenere conto di variabili macroeconomiche ancora in evoluzione, come le tensioni geopolitiche, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime, l’andamento dei prezzi alimentari e le variazioni dei tassi di interesse.

Un ulteriore decreto, previsto entro la fine di aprile 2026, definirà nel dettaglio tali interventi correttivi per il periodo d’imposta 2025.

Attività complementari e applicazione flessibile

Alcuni ISA mantengono una caratteristica già presente negli anni precedenti, ossia la possibilità di applicarsi anche in presenza di attività complementari. Questo avviene quando il contribuente esercita più attività tra loro collegate, come nel caso di strutture ricettive con ristorazione o di esercizi che combinano bar e ristorante.

Questa flessibilità consente una valutazione più realistica delle situazioni operative complesse.

L’aggiornamento delle territorialità

Un elemento importante del decreto riguarda l’aggiornamento delle cosiddette territorialità. Si tratta di indicatori che differenziano il territorio nazionale in base a vari fattori economici, come il reddito medio, il livello dei canoni di locazione e le quotazioni immobiliari.

Questi parametri permettono di adeguare la stima dei ricavi e dei compensi alle condizioni locali, tenendo conto dell’influenza che la posizione geografica esercita sull’attività economica.

Le cause di esclusione

Il decreto conferma anche per il periodo d’imposta 2025 le principali cause di esclusione dall’applicazione degli ISA. Oltre ai casi già previsti dalla normativa, come l’inizio o la cessazione dell’attività o i periodi di non normale svolgimento, restano esclusi specifici soggetti.

Tra questi figurano i contribuenti con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro, coloro che operano in regime forfettario, le imprese con rilevante incidenza di attività secondarie non prevalenti, nonché alcune tipologie di cooperative e i soggetti aderenti a gruppi IVA.

Aggiornamento ISA 2026

L’aggiornamento 2026 degli ISA rappresenta un intervento strutturale volto a rendere il sistema più aderente alla realtà economica e più efficace nel valutare il comportamento fiscale dei contribuenti. L’ampiezza della platea coinvolta e l’immediata applicazione rendono necessario un adeguato livello di attenzione già in fase di predisposizione della dichiarazione Redditi 2026.

Comprendere le nuove logiche di funzionamento degli indici e le eventuali opportunità premiali diventa quindi un passaggio essenziale per imprese e professionisti.

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