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Principi Contabili
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1 Gennaio 1970

IAS 36 Riduzione di valore delle attività – Determinazione del valore recuperabile

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Valore d’uso

30. I seguenti elementi devono essere riflessi nel calcolo del valore d’uso di un’attività:

(a) una stima dei flussi finanziari futuri che l’entità prevede derivino dall’attività;

(b) aspettative in merito a possibili variazioni del valore o dei tempi di tali flussi finanziari;

(c) il valore temporale del denaro, rappresentato dal tasso corrente di interesse privo di rischio di mercato;

(d) il prezzo di assumersi l’incertezza implicita nell’attività; e

(e) altri fattori, quali la mancanza di liquidità, che coloro che partecipano al mercato rifletterebbero nei prezzi dei flussi finanziari futuri che l’entità si aspetta di ottenere dall’attività.

31. La stima del valore d’uso di un’attività comporta le seguenti operazioni:

(a) stimare i flussi finanziari futuri in entrata e in uscita che deriveranno dall’uso continuativo dell’attività e dalla sua dismissione finale; e

(b) applicare il tasso di attualizzazione appropriato a quei flussi finanziari futuri.

32. Gli elementi identificati nel paragrafo 30(b), (d) e (e) possono essere riflessi come rettifiche dei flussi finanziari futuri o come rettifiche al tasso di sconto. Qualsiasi approccio adotti un’entità per riflettere le aspettative sulle possibili variazioni del valore o dei tempi dei flussi finanziari futuri, il risultato deve riflettere il valore attuale atteso dei futuri flussi finanziari, ossia la media ponderata di tutti i risultati possibili. L’appendice A fornisce una guida aggiuntiva sull’uso delle tecniche del valore attuale nella determinazione del valore d’uso dell’attività.

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