Vendita a distanza di giornali quotidiani da parte di un editore comunitario: le regole in materia di Iva.

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Nella Risoluzione n. 90 del 25 settembre 2012, l’Agenzia delle Entrate ha riportato la risposta ad un interpello in merito al trattamento ai fini Iva della vendita a distanza di giornali quotidiani da parte di un soggetto comunitario non identificato in Italia.

In particolare, nel caso sottoposto all’attenzione dell’Agenzia, la società istante è una società inglese, priva di stabile organizzazione e di rappresentante fiscale in Italia, che, nella qualità di editrice, svolge attività di vendita a distanza di giornali quotidiani, in forma di abbonamento, a consumatori finali italiani.

I quesiti posti all’Agenzia riguardano:

– l’applicabilità del regime di forfetizzazione della resa, previsto dall’articolo 74, primo comma, lett. c), del D.P.R. n. 633 del 1972, agli editori comunitari, non residenti e non identificati in Italia, che effettuano delle vendite a distanza o delle cessioni in abbonamento di giornali quotidiani nei confronti di consumatori finali italiani;

– in caso di risposta positiva al primo quesito, il modo da seguire per calcolare l’ammontare delle operazioni imponibili e se possa essere utilizzato a tale scopo il valore forfetizzato delle cessioni dei giornali venduti;

– come calcolare la soglia pari a 35.000 Euro, prevista per le vendita a distanza, al superamento della quale sorgerebbe l’obbligo per la società che effettua la vendita di registrarsi in Italia o di provvedere alla nomina di un rappresentante fiscale.

L’Agenzia delle Entrate, nella Risoluzione del 25 settembre 2012, haaffermato che l’obbligo di identificazione ai fini Iva, in capo al cedente comunitario, sorge al momento del superamento della soglia dei 35.000 Euro, calcolata sulla base dei corrispettivi effettivamente percepiti. La soglia in questione, infatti, corrispondente al limite oltre il quale si deve applicare l’Iva del Paese di destinazione e non più l’Iva del Paese del fornitore, non può essere soggetta a “forfetizzazioni”.

Il soggetto comunitario, una volta identificato in Italia, dovrà versare l’Iva con il metodo del monofase. L’imposta, cioè, farà capo esclusivamente all’editore, sulla base del prezzo di vendita al pubblico. Potrà applicare il meccanismo della resa forfettaria, ossia il meccanismo in base al quale l’imposta viene versata non in base alle copie effettivamente vendute, ma in rapporto al numero dei prodotti consegnati o spediti, ridotto della percentuale forfettizzata dell’80 %.

Infine, non essendosi realizzato un vero e proprio acquisto intracomunitario, l’istante non dovrà compilare gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie.

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.