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Applicazione per smartphone da utilizzare per le spese: è possibile beneficiare della detrazione Irpef?

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Il nuovo quesito sottoposto all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate riguarda la detraibilità ai fini dell’Irpef delle spese sostenute dai contribuenti mediante l’utilizzo di sistemi di pagamento alternativi.

Nella Risposta n. 230 del 29 luglio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha richiamato la disposizione della Legge di Bilancio per il 2020 nella quale è previsto che, dal 1° gennaio 2020, ai fini dell’Irpef, la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 19 % degli oneri indicati all’articolo 15 del TUIR ed in altre disposizioni normative spetta a condizione che la spesa sia sostenuta con versamento bancario o postale o mediante altri sistemi di pagamento tracciabili (carte di debito, di credito o prepagate, assegni bancari o circolari o altri sistemi di pagamento).

E’, però, anche stabilito che tale regola non trova applicazione per le detrazioni spettanti in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali o dispositivi medici, nonché per le detrazioni per le spese per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o dalle strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

L’indicazione dei mezzi di pagamento tracciabili ammessi per aver diritto alla detrazione dall’imposta lorda è da intendersi come esplicativa e non come esaustiva.

I mezzi di pagamento che possono essere ammessi in questo ambito sono tutti quelli che garantiscono la tracciabilità e l’identificazione dell’autore dell’operazione al fine di permettere controlli efficaci da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Rispetto alla modalità di pagamento indicata dall’istante, l’Agenzia delle Entrate ha evidenziato che si tratta di un’applicazione di pagamento via smartphone che, tramite l’inserimento del codice IBAN e del numero di cellulare, consente all’utente di effettuare delle transazioni di denaro senza carta di credito o di debito e senza la necessità di un dispositivo dotato di tecnologia NFC (Near Field Communication). Si tratta di un sistema che consente di pagare direttamente nei negozi convenzionati, di inviare denaro, di fare acquisti on-line, di effettuare donazioni, di pagare i bollettini della Pubblica Amministrazione e di effettuare ricariche telefoniche.

Il servizio è utilizzabile qualora la persona apra un suo account e lo colleghi al proprio conto corrente bancario. L’account sarà legato, inoltre, ad uno specifico dispositivo mobile. Inoltre, l’istituto di moneta elettronica che fornisce questo servizio traccia i pagamenti.

La precisazione fornita dall’Agenzia delle Entrate è che tale mezzo di pagamento può soddisfare i requisiti di tracciabilità richiesti dalla Legge di Bilancio per il 2020 soltanto se, dalle rilevazioni contabili del conto corrente bancario al quale l’istituto di moneta elettronica è collegato o dalle transazioni dell’applicazione sia possibile garantire la tracciabilità e l’identificazione dell’autore del pagamento al fine di consentire efficaci controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Se il sistema di pagamento indicato nell’istanza di interpello rispetta tali requisiti, l’utilizzo di esso permetterà all’istante di fruire della detrazione dall’imposta lorda, nella misura pari al 19 %, per i diversi oneri indicati all’articolo 15 del TUIR ed in altre disposizioni normative che siano sostenuti secondo tali modalità.

Il contribuente dovrà comunque esibire all’Amministrazione finanziaria, in caso di controllo, ed ai Caf o ai professionisti abilitati, in sede di apposizione del visto di conformità, il documento fiscale che attesti la spesa sostenuta, l’estratto del conto corrente della banca al quale l’istituto di pagamento si è collegato, se riporta tutti i dati sul beneficiario del pagamento, e, qualora da tale documento non si possano ricavare tutte le informazioni necessarie, anche la copia delle ricevute dei pagamenti disponibili nell’applicazione.