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13 Ottobre 2012

Responsabilita’ fiscale solidale nei contratti di appalto e subappalto: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sulle nuove regole.

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L’Agenzia delle Entrate, nella Circolare n. 40 dell’8 ottobre 2012, ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla nuova disciplina della responsabilità fiscale nell’ambito dei contratti d’appalto e di subappalto di opere e servizi.

In particolare, le novità sono state introdotte dall’articolo 13-ter del Decreto Legge n. 83 del 22 giugno 2012 (cosiddetto Decreto Crescita), convertito dalla Legge n. 134 del 7 agosto 2012.

La disposizione prevede la responsabilità dell’appaltatore e del committente per il versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell’Iva dovuta dal subappaltatore e dall’appaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito dei contratti. La responsabilità è esclusa qualora l’appaltatore o il committente acquisiscano la documentazione attestante la corretta esecuzione da parte del subappaltatore o dell’appaltatore dei versamenti fiscali. La documentazione in questione può consistere anche nell’asseverazione rilasciata dai Caf o da professionisti abilitati. Inoltre, la nuova normativa prevede che l’appaltatore ed il committente possano sospendere il pagamento del corrispettivo dovuto al subappaltatore ed all’appaltatore fino a quando non viene esibita la suddetta documentazione.

In primo luogo, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che la disposizione in questione trova applicazione soltanto per i contratti di appalto e subappalto stipulati a partire dalla data di entrata in vigore della disposizione medesima, ossia a partire dal 12 agosto 2012.

Inoltre, la certificazione riguardante la corretta esecuzione dei versamenti fiscali deve essere richiesta soltanto in relazione ai pagamenti che sono stati effettuati a partire dall’11 ottobre 2012.

Riguardo alla documentazione che deve essere prodotta dall’appaltatore o dal subappaltatore al fine di superare il vincolo di responsabilità solidale con il committente o l’appaltatore e di evitare la sospensione del pagamento del corrispettivo da parte di questi ultimi, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che si può ricorrere a forme di documentazione diverse rispetto all’asseverazione del Caf o del professionista abilitato.

In particolare, è valida a tal fine una dichiarazione sostitutiva con la quale l’appaltatore o il subappaltatore attestano l’avvenuto adempimento degli obblighi previsti dalla normativa.

Nella dichiarazione sostitutiva devono essere indicati:

– il periodo nel quale l’Iva è stata liquidata e se da tale liquidazione è scaturito il versamento dell’imposta, oppure è stato applicato il regime dell’Iva per cassa o la disciplina del reverse charge;

– il periodo nel quale le ritenute sui redditi di lavoro dipendente sono state versate, mediante scomputo;

– gli estremi del modello F24 che è stato utilizzato per effettuare i versamenti dell’Iva e delle ritenute non scomputate;

– l’affermazione che l’Iva e le ritenute versate includono quelle riferibili al contratto di appalto o subappalto per il quale è resa la dichiarazione.

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.

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