IAS 33 Utile per azione – Valutazione

Contratti che possono essere regolati in azioni ordinarie o indisponibilità liquide

58 Quando un’entità ha emesso un contratto che può essere regolato in azioni ordinarie o disponibilità liquide ad opzione dell’entità, l’entità deve presumere che il contratto sarà regolato in azioni ordinarie, e le potenziali azioni ordinarie che ne deriveranno devono essere incluse nell’utile diluito per azione se l’effetto è di diluizione.

59 Quando un tale contratto viene presentato a fini contabili come un’attività o una passività ovvero incorpori un componente di capitale e di passività, l’entità deve rettificare il numeratore per eventuali variazioni dell’utile o della perdita che risulterebbero durante il periodo se il contratto fosse stato classificato interamente come uno strumento rappresentativo di capitale. La rettifica è simile alle rettifiche richieste nel paragrafo 33.

60 Per contratti che possono essere regolati, a scelta del possessore, in azioni ordinarie o disponibilità liquide, l’opzione che presenta maggiore effetto di diluizione tra regolamento in disponibilità liquide e in azioni deve essere utilizzata nel calcolo dell’utile diluito per azione.

61 Un esempio di un contratto che può essere regolato in azioni ordinarie o disponibilità liquide è uno strumento di debito che, giunto a scadenza, dà all’entità il diritto senza limitazioni di regolare l’importo relativo alla componente di capitale in disponibilità liquide o in azioni ordinarie proprie. Un altro esempio è un’opzione put emessa che dia al possessore la scelta di regolare in azioni ordinarie o disponibilità liquide.

 
Opzioni acquistate

62 I contratti quali le opzioni put e call acquistate (ossia le opzioni possedute dall’entità sulle proprie azioni ordinarie) non sono inclusi nel calcolo dell’utile diluito per azione perché includerli avrebbe un effetto di antidiluizione. L’opzione put sarebbe esercitata soltanto se il prezzo di esercizio fosse più alto del prezzo di mercato e l’opzione call sarebbe esercitata soltanto se il prezzo di esercizio fosse inferiore a quello di mercato.

 

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