Principi Contabili
Scritto da: Misterfisco

Le immobilizzazioni immateriali Concessioni Licenze Marchi e diritti simili |

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CONCESSIONI

Nel diritto amministrativo, le concessioni sono provvedimenti con i quali la pubblica amministrazione trasferisce ad altri soggetti i propri diritti o poteri, con i relativi oneri ed obblighi.

Le concessioni iscrivibili nella voce B I 4 riguardano esclusivamente le concessioni di beni e servizi pubblici il cui oggetto può riguardare:

· diritti su beni di proprietà degli enti concedenti (sfruttamento in esclusiva di beni pubblici quali ad esempio il suolo demaniale)

· diritto di esercizio di attività proprie degli enti concedenti (gestione regolamentata di alcuni servizi pubblici quali ad esempio autostrade, trasporti, parcheggi, ecc.)

Quando la concessione, oltre il pagamento di un eventuale canone annuo, comporta il pagamento di una somma iniziale una tantum, solo questâ??ultima deve essere iscritta nella voce B I 4 ed ammortizzata in relazione alla durata della concessione stessa.

Nel caso in cui i canoni periodici non siano correlati a tutta la durata della concessione, ma siano previsti per un periodo più breve, i canoni possono essere capitalizzati ed ammortizzati su tutta la durata della concessione.

Gli ulteriori costi iscrivibili nella voce B I 4 sono i costi interni e diretti sostenuti per l’ottenimento della concessione, tenuti distinti dai costi di progettazione e dagli altri costi che devono normalmente sostenersi per la gestione della concessione stessa.

Sebbene le concessioni non siano normalmente trasferibili, può accadere di acquisire a titolo oneroso una concessione da altri. In tal caso il costo è iscrivibile nella voce B I 4 ed ammortizzato in relazione alla durata residua della concessione.

LICENZE

Nel diritto amministrativo le licenze sono autorizzazioni con le quali si consente l’esercizio di attività regolamentate (licenze di commercio al dettaglio, ecc.)

Possono essere definite licenze tanto quelle di derivazione pubblicistica (amministrativa) quanto quelle di derivazione privatistica (licenze dâ??uso su brevetti, invenzioni, modelli ecc.). Tuttavia, secondo lâ??opinione prevalente, questa ultima sono da indicare nella classe che accoglie il diritto principale. Così ad esempio le licenze dâ??uso su brevetti devono essere indicate unitamente ai brevetti stessi.

In merito ai costi iscrivibili ed al loro ammortamento, in relazione alla assimilabilità con le concessioni, valgono le stesse considerazioni esposte al punto precedente.

Pertanto, per quanto riguarda lâ??iscrivibilità e il trattamento contabile dei costi relativi alle licenze d’uso sui singoli beni e diritti immateriali si può fare riferimento a quanto esposto al capitolo “Diritti di Brevetto Industriale e Diritti di Utilizzazione delle Opere dellâ??Ingegno”.

MARCHI

Il marchio (insieme alla ditta e all’insegna) è uno dei segni distintivi dell’azienda (o di un suo prodotto fabbricato e/o commercializzato) e può consistere in un emblema, in una denominazione ed in un segno.

Al marchio che risponde ai requisiti di novità, originalità e liceità è riconosciuta una particolare tutela giuridica (marchio registrato).

Elemento essenziale per la tutela è la registrazione secondo le forme stabilite dalla legge.

Al marchio non registrato (anch’esso suscettibile di iscrizione tra le immobilizzazioni immateriali) è riconosciuta una tutela specifica in caso di preuso (art. 2571) e sempreché lo stesso possegga un effettivo ruolo distintivo (art. 2571).

L’iscrivibilità del marchio tra le immobilizzazioni immateriali può avvenire sia a seguito di produzione interna, sia a seguito di acquisizione a titolo oneroso da terzi, mentre non è iscrivibile il marchio ricevuto a titolo gratuito.

Nel caso di produzione interna, poiché il marchio è finalizzato alla mera distinzione commerciale del proprio prodotto (di più prodotti o dell’impresa) rispetto a quello della concorrenza, i costi iscrivibili non devono essere confusi, né con quelli sostenuti per la ricerca e sviluppo del prodotto né con quelli sostenuti per l’avviamento della produzione, né con quelli sostenuti per l’eventuale campagna promozionale.

Di conseguenza i costi interni iscrivibili nella voce B I 4 vanno intesi in senso restrittivo e possono ricondursi essenzialmente ai costi diretti interni ed esterni, sostenuti per la produzione del segno distintivo secondo i criteri illustrati relativamente ai costi di ricerca e sviluppo.

Mentre la produzione interna di un marchio iscrivibile tra le immobilizzazioni immateriali è alquanto rara, è frequente nella pratica l’acquisto di marchi di diffusa notorietà da terzi, trasferiti di norma insieme all’azienda, per ammontari significativi.

Nel caso di un marchio ottenuto tramite lâ??acquisizione di azienda o di un suo ramo esso deve essere separatamente valutato ed iscritto in bilancio in base al suo valore corrente.

Il periodo di ammortamento è normalmente collegato al periodo di produzione e commercializzazione in esclusiva dei prodotti cui il marchio si riferisce, e se non prevedibile, entro un periodo che non può eccedere 20 anni.

DIRITTI SIMILI

Non è chiaro cosa intenda il legislatore per diritti simili da inserire nella classe B.I.4 inerente alle concessioni, licenze e marchi.

Secondo la dottrina prevalente, il legislatore non ha voluto escludere, in una materia in continua evoluzione come quella dei beni immateriali, il sorgere di rapporti giuridici diversi da quelli oggi conosciuti.

Certamente in tale categoria sono tanto i segni distintivi dellâ??impresa, la ditta e lâ??insegna, storicamente regolamentate dal nostro codice, quanto il franchising di recente acquisizione nella contrattualistica aziendale, fattispecie anche affini dal punto di vista commerciale ma completamente diverse nei loro contenuti economico-patrimoniali. Pertanto non è possibile prevedere criteri contabili specifici se non la raccomandazione dellâ??adozione dei criteri generali esposti introduttivamente in questo documento.

Sommario Principi contabili

Fonte: Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti

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