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Dichiarazione Iva e dati comunicati dai clienti: al via le segnalazioni delle anomalie per il 2014

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Un nuovo intervento dell’Agenzia delle Entrate nell’ottica dell’incremento delle comunicazioni tra l’Amministrazione finanziaria ed i contribuenti.

Con un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 24 marzo 2017, sono state definite le modalità di comunicazione, da parte dell’Agenzia medesima nei confronti di alcuni contribuenti soggetti passivi Iva, di informazioni derivanti dal confronto del volume d’affari Iva da quest’ultimi dichiarato con i dati comunicati dai loro clienti, con riferimento alle operazioni del 2014.

Comunicazioni analoghe erano state inviate nel mese di dicembre del 2016 con riferimento alle operazioni del 2013.

Nelle comunicazioni, sono indicati:

  • il codice fiscale, la denominazione, il cognome ed il nome del contribuente;
  • il numero identificativo della comunicazione e l’anno d’imposta di riferimento;
  • il codice atto;
  • il totale delle operazioni comunicate dai clienti soggetti passivi Iva;
  • le modalità attraverso le quali consultare gli elementi informativi di dettaglio riguardanti l’anomalia riscontrata.

Le comunicazioni in questione vengono trasmesse agli indirizzi di Posta Elettronica Certificata dei contribuenti. Le comunicazioni e le relative informazioni di dettaglio sono, inoltre, consultabili nel cosiddetto “Cassetto fiscale”. In particolare, le informazioni disponibili sono:

  • il protocollo identificativo e la data di invio della dichiarazione Iva, relativa al periodo d’imposta oggetto della comunicazione, nella quale le operazioni attive risultano in tutto o in parte omesse;
  • la somma dell’ammontare complessivo delle operazioni riportate nella dichiarazione Iva in questione e, in particolare, nei righi VE23, colonna 1 (Totale imponibile), VE31 (Operazioni non imponibili a seguito di dichiarazione d’intento), VE32 (Altre operazioni non imponibili), VE33 (Operazioni esenti), VE35, colonna 1 (Operazioni con applicazione di reverse charge), VE37, colonna 1 (Operazioni effettuate nell’anno ma con imposta esigibile in anni successivi) e VE38 (Operazioni effettuate in anni precedenti ma con imposta esigibile nell’anno oggetto della comunicazione);
  • l’importo totale delle operazioni comunicate dai clienti soggetti passivi Iva;
  • l’ammontare delle operazioni attive che non risultano indicate nel modello di dichiarazione Iva;
  • i dati identificativi dei clienti soggetti passivi Iva (denominazione e codice fiscale);
  • l’ammontare degli acquisti comunicati da ciascuno dei clienti soggetti passivi Iva suddetti.

I contribuenti che ricevono le comunicazioni in questione possono, anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, richiedere informazioni all’Agenzia delle Entrate o segnalare all’Agenzia medesima elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti che possano spiegare le anomalie riscontrate.

Le informazioni oggetto delle comunicazioni sono rese disponibili anche alla Guardia di Finanza tramite strumenti informatici.

Naturalmente, è prevista la possibilità, per i destinatari delle comunicazioni, di regolarizzare gli errori o le omissioni eventualmente commessi, beneficiando dell’istituto del ravvedimento operoso qualora ricorrano le condizioni.