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Accertamento sintetico: è illegittimo se il contribuente dimostra di aver utilizzato risparmi per effettuare l’investimento

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La Corte di Cassazione, nella Sentenza n. 18911 del 24 settembre 2015, si è pronunciata riguardo ad un avviso di accertamento sintetico emesso ai fini dell’Irpef in relazione all’acquisto di un immobile da parte della figlia della contribuente, all’epoca minorenne.

L’Agenzia delle Entrate sosteneva che l’investimento, che era stato effettuato dai genitori della ragazza, non trovava giustificazione nei redditi dichiarati. Era stato, pertanto, rettificato il reddito della madre dell’acquirente.

In primo e secondo grado era stata data ragione alla contribuente.

La Corte di Cassazione ha giudicato come adeguatamente motivata la decisione della Commissione Tributaria Regionale. La prova fornita dalla contribuente è stata valutata come esauriente. In particolare, la contribuente aveva fornito documentazione riguardo all’utilizzo di risparmi su libretti bancari e postali e del trattamento di fine rapporto di lavoro del coniuge per effettuare l’investimento contestato.

La contribuente ha correttamente ancorato a fatti oggettivi la disponibilità dei maggiori redditi determinati sinteticamente dall’Amministrazione finanziaria.

L’accertamento sintetico effettuato dall’Agenzia delle Entrate è stato, pertanto, giudicato illegittimo ed il ricorso è stato respinto.