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Obbligo di aggiornamento catastale anche per le strutture poggiate sulla spiaggia

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L’Agenzia delle Entrate ha risposto ad un quesito relativo all’obbligo di aggiornamento catastale per gli stabilimenti balneari. Lo ha fatto nella Risposta n. 372 del 10 settembre 2019.

In primo luogo, ha precisato che, secondo le regole in materia catastale, sono da considerarsi immobili urbani i fabbricati e le costruzioni stabili di qualunque materiale costituiti e sono “costruzioni stabili” anche gli edifici sospesi o galleggianti, stabilmente assicurati al suolo.

L’unità immobiliare urbana è ogni unità di immobile che, nello stato in cui si trova, è di per se stessa utile ed in grado di produrre un proprio reddito.

In base alle differenti disposizioni normative in materia, poi, devono essere considerate unità immobiliari i manufatti, anche semplicemente appoggiati al suolo, che possiedono i requisiti dell’autonomia funzionale e reddituale e della stabilità nel tempo.

Per questi manufatti sussistono gli obblighi di accatastamento. L’Agenzia delle Entrate ha fatto espresso riferimento, ad esempio, a quei manufatti prefabbricati realizzati per essere stabili nel tempo che sono semplicemente poggiati su un arenile, anche senza una piattaforma di sostegno in conglomerato cementizio armato.

L’obbligo di accatastamento non sussiste, invece, quando l’arenile, anche dopo il rilascio della concessione, rimane nel suo stato fisico originario senza che siano realizzati manufatti di rilevanza catastale.

La conclusione espressa dall’Agenzia delle Entrate è, quindi, che sussiste l’obbligo di presentazione degli atti di aggiornamento catastale di tutti i manufatti realizzati sull’area demaniale dagli stabilimenti balneari, qualora possiedano i requisiti suddetti.