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Decreti Legislativi di attuazione della riforma fiscale: approvati dal Consiglio dei Ministri in via preliminare

Con un Comunicato Stampa del 26 giugno 2015, il Consiglio dei Ministri ha reso noto che, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha approvato, in via preliminare, cinque Decreti Legislativi di attuazione della Legge n. 23 dell’11 marzo 2014 in materia fiscale.

I Decreti in questione riguardano:

1) La semplificazione e la razionalizzazione delle norme relative alla riscossione.

Il testo del provvedimento prevede che, in caso di definizione concordata dell’accertamento, il pagamento da parte del contribuente potrà essere effettuato in quattro anni, invece di tre, con un minimo di otto rate ed un massimo di sedici rate.

Inoltre, sarà introdotta la nozione di lieve inadempimento, che non comporterà la decadenza dalla rateizzazione, in caso di pagamento con un ritardo fino a 5 giorni o di un minor versamento fino al 3 % del dovuto, con un limite massimo di 10.000 Euro.

Nel provvedimento, è espressamente stabilito che l’agente della riscossione conceda la dilazione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, fino ad un massimo di 72 rate mensili, dietro semplice richiesta del contribuente che dichiari di versare in una situazione temporanea di difficoltà, senza che sia necessario fornire adeguata documentazione in proposito (documentazione che sarà, invece, necessaria nel caso in cui si tratti di somme superiori a 50.000 Euro).

L’aggio dovuto ai concessionari della riscossione (attualmente pari all’8 %) sarà sostituito dagli oneri di riscossione, che saranno commisurati agli effettivi costi del servizio e che comunque non potranno superare il 6 % dell’importo riscosso.

2) Il riordino delle agenzie fiscali.

Sono previsti controlli meno invasivi ed un’organizzazione dell’attività delle agenzie ispirata al principio del “controllo amministrativo unico”.

3) La riforma del sistema sanzionatorio penale e amministrativo.

Come obiettivo è stato indicato quello di rivedere il sistema delle sanzioni, tenendo conto che alcuni comportamenti, anche se illeciti, sono privi di elementi fraudolenti e, quindi, devono essere considerati meno gravi, mentre altri comportamenti sono fraudolenti e, pertanto, devono essere sanzionati più duramente.

Gli interventi previsti riguardano, in particolare, il reato di frode fiscale. Sarà dettagliata la tipologia delle condotte fraudolente. Rimarrà ferma la soglia di punibilità dei 30.000 Euro di imposta evasa, mentre verrà rivista la soglia di punibilità in riferimento all’ammontare dei ricavi non dichiarati (dovrà essere superiore a 1,5 milioni di Euro, invece di un milione). Si avrà frode fiscale anche quando l’ammontare complessivo dei crediti e delle ritenute fittizie portate in diminuzione dell’imposta è superiore al 5 % dell’imposta complessiva, o comunque a 30.000 Euro.

Per quanto riguarda la dichiarazione infedele, è previsto un innalzamento della soglia di punibilità da 50.000 Euro a 150.000 Euro di imposta evasa. Si avrà reato anche quando l’imponibile evaso supererà i 3 milioni di Euro (invece di 2 milioni di Euro) o comunque il 10 % del totale dei ricavi.

Riguardo all’omesso versamento dell’Iva, è prevista l’introduzione della soglia di punibilità pari a 250.000 Euro per ciascun periodo d’imposta. Al di sotto della soglia, si applicano le sanzioni amministrative.

Con il provvedimento, si realizzerà una revisione anche delle sanzioni amministrative, in attuazione del principio di proporzionalità.

4) La stima ed il monitoraggio dell’evasione fiscale ed il monitoraggio ed il riordino delle disposizioni in materia di erosione fiscale.

5) Il contenzioso e l’interpello.

Riguardo al contenzioso tributario, è prevista l’estensione dell’applicazione degli strumenti deflattivi del contenzioso. Il reclamo finalizzato alla mediazione sarà obbligatorio per le controversie relative agli atti emessi da tutti gli enti impositori, compresi, quindi, gli enti locali, e sarà esteso alle controversie catastali, così come agli atti di Equitalia e dei concessionari della riscossione (non solo gli atti dell’Agenzia delle Entrate). La mediazione troverà applicazione anche nelle cause in appello.

Inoltre, l’intervento di riforma prevede l’estensione delle misure cautelari a tutte le fasi del processo tributario.

Il Decreto, infine, è volto a potenziare e razionalizzare l’istituto dell’interpello.