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Tessera Professionale Europea (E.P.C.)

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Come garantire mobilità alle libere professioni in un’ottica di mercato comune

 

Il contesto:

In un contesto economico in cui la facilità dei trasferimenti, l’eliminazione delle frontiere al fine di favorire gli scambi economici, è un obiettivo primario.

Si parla sempre di più di globalizzazione, di mercato unico, di frontiere allargate; tutti concetti importanti che potrebbero favorire:

  • la ripresa economica e la stabilità politica dei paesi oggi pesantemente colpiti dalla crisi;
  • l’emergere e il rafforzare dell’impianto economico e politico per i così detti paesi in via di sviluppo;
  • la nascita di un unico grande paese economico dove le frontiere e i confini geografici non ostacolano la libera circolazione delle persone e soprattutto delle attività economiche, soprattutto se altamente specializzate.

Ciò anche in un’ottica dei singoli paesi aderenti all’UE di una diminuzione della popolazione attiva e quindi di una possibile carenza di personale e figure professionali qualificate adatte a coprire ruoli specializzati dove quindi è necessario puntare ad una flessibilità del mercato del lavoro che permetta una maggiore liberalizzazione dei servizi ed una semplificazione delle procedure amministrative.

 

La Tessera Professionale Europea:

Ecco che in quest’ottica appunto “globale” e mondiale, ma ancor prima almeno europea, assume un ruolo importante la Tessera Professionale Europea (E.P.C.).

Non basta infatti saper comunicare con la stessa lingua o con la lingua più diffusa; è sempre più necessario anche un riconoscimento di ruoli all’interno di una Comunità.

La Tessera Professionale Europea (E.P.C.) è una procedura elettronica per il riconoscimento delle qualifiche professionali tra i paesi dell’Unione Europea.

Consente ai professionisti che l’hanno ottenuta, con le modalità che nel proseguo esamineremo, di lavorare in un altro Stato Membro il quale diventa appunto un Mercato Unico.

La Tessera consentirà al Paese destinatario di verificare e conoscere le abilitazioni e le qualifiche professionali nell’ambito delle quali il professionista può operare; dimostrerà che il Professionista titolare della Tessera ha superato il controllo amministrativo e che le sue qualifiche professionali sono state riconosciute dal Paese Estero Membro Ospitane (o che ha soddisfatto le condizioni previste per la prestazione temporanea di servizi professionali).

Diventerà quindi, a regime, un utile strumento nel caso in cui un professionista “comunitario” pensi di:

–  stabilirsi all’estero ed esercitarvi stabilmente la libera professione (stabilimento);

–  recarsi presso un altro Stato Membro per esercitare temporaneamente ed occasionalmente l’attività (prestazione temporanea di servizi).

La differenza tra le due modalità è da identificarsi in base a criteri di durata, frequenza, continuità e periodicità della prestazione.

Abbiamo parlato fin qui sempre di professionisti perché in questa prima fase è a questa categoria, ed in particolare ad alcune specifiche professioni, che la norma si orienta.

In particolare, allo stato attuale le professioni individuate sono:

  • infermieri;
  • farmacisti;
  • fisioterapisti;
  • guide alpine;
  • agenti immobiliari.

Tutte professioni accomunate da un elevato grado di mobilità, in grado, almeno sulla carta di “… apportare il proprio contributo alla competitività, all’occupazione e alla crescita europea …”, così come sottolineato dalla Confprofessioni nel proprio Comunicato stampa del 01.12.2014.

La Tessera Professionale Europea è stata introdotta dalla Direttiva 2013/55/UE (art. 4), pubblicata il 17.01.2014 nella G.U.C.E. L. 354/132 del 28.12.2013; si pone come obiettivo, come abbiamo già più volte ribadito nelle premesse, di facilitare il riconoscimento delle qualifiche professionali grazie ad un maggiore coinvolgimento delle singole autorità nazionali e all’utilizzo di procedure sempre più automatizzate.

Ricordiamo che la Tessera non avrà consistenza fisica tangibile ma solo “elettronica”.

L’obiettivo della Commissione Europea e del Dipartimento delle Politiche Comunitarie è quello di favorire la mobilità transfrontaliera dei liberi professionisti.

Vale la pena ricordare che Confprofessioni ha partecipato alla consultazione della Commissione Europea che ha individuato il primo gruppo di professioni destinatarie dell’E.P.C.

Alla consultazione, chiusa il 16.06.2014, hanno partecipato anche le organizzazioni dei datori di lavoro, gli ordini e i collegi professionali, le associazioni di categoria e professionali.

La richiesta della tessera, così come il suo rilascio, avverrà avviando e completando una apposita procedura on line di cui in un passaggio successivo daremo indicazioni.

Il tema della Tessera Professionale Europea è stato diffusamente affrontato nel corso del “Forum del Mercato Unico 2014 – La Tessera Professionale Europea”, tenutosi presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio a Roma e organizzato dalla Commissione Europa e dal Dipartimento Politiche Europee.

 

Decorrenza:

La Tessera Professionale Europea avrà decorrenza, per le professioni individuate, dal 2016; gli Stati Membri avranno infatti tempo fino al 18.01.2016 per recepire le nuove regole e per attrezzarsi per la gestione della tessera.

 

Validità:

La Tesserà sarà valida:

– a tempo indeterminato in caso di stabilimento;

– per 18 mesi in caso di prestazione temporanea di servizi.

 

I vantaggi:

L’introduzione di questa tessera, prevista dal 2016, permetterà anche di monitorare il grado di aggiornamento delle competenze nonché della formazione continua affinché i professionisti svolgano le proprie attività nel costante rispetto delle normative vigenti.

La tessera quindi garantirà:

  •  trasparenza delle informazioni;
  •  aggiornamento e armonizzazione dei requisiti minimi formativi;
  •  formazione continua comune;
  •  competenze linguistiche;
  •  estensione delle regole comunitarie ai singoli Paesi Membri.

 

Il futuro della Tessera Professionale Europea:

Si tratta di un progetto pilota, inizialmente attivato solo per le 5 professioni che abbiamo in premessa indicato, ma destinato ad essere esteso ad altre professioni, quali per esempio: medici e ingegneri.

Sulla base dei dati analizzati dalla Direttiva 2005/36/CE sulle qualifiche professionali attualmente in vigore, si rileva che quelle regolamentate sono circa 800 di cui 7 sono automaticamente riconosciute in tutti i paesi Membri.

A quest’ultima categoria appartengono:

  • medici
  • dentisti
  • farmacisti
  • infermieri
  • ostetrici
  • veterinari
  • architetti

 

I soggetti coinvolti:

I soggetti coinvolti oltre ovviamente al singolo professionista che fa richiesta del rilascio della Tessera sono:

  • lo Stato Membro di origine;
  • lo Stato Membro ospitante.

 

Il primo (Stato Membro di origine) di occupa di:

  • verificare e confermare la richiesta presentata dal professionista (da espletarsi entro 2 settimane dalla ricezione della domanda);
  • creare virtualmente la tessera professionale
  • trasmettere, in caso di richiesta di stabilimento (ovvero trasferimento per lo svolgimento stabile di una attività all’estero) all’Autorità competente dello Stato Membro Ospitante il file contente i documenti nel sistema (I.M.I. – International Market Information); tale sistema deve obbligatoriamente essere utilizzato per lo scambio di informazioni tra le autorità competenti relativamente al rilascio e alla convalida della tessera professionale. L’accesso alle informazioni presenti nel file I.M.I. è consentito solo alle Autorità competenti coinvolte e al possessore della Tessera.

Il secondo (Stato Membro Ospitante) nel caso di riconoscimento automatico sulla base della esperienza professionale e di riconoscimento automatico per le professioni settoriali, si occuperà di:

–  convalidare la tessera entro un mese dal ricevimento da parte dello Stato Membro di origine;

–  richiedere eventuali ulteriori informazioni in caso di dubbi sulla documentazione prodotta.

La convalida da parte dello Stato Membro ospitante equivale come vero e proprio riconoscimento della qualifica professionale.

 

Come si richiede:

La richiesta avverrà on line con apposito account riservato al singolo professionista nell’apposito sito web.

Dallo stesso account si potranno presentare più richieste per esempio dirette a più Stati Membri.

La procedura prevede le seguenti fasi:

1)    invio della domanda on line con produzione delle informazioni e dei documenti necessari;

2)    entro 1 settimana dalla ricevuta della domanda le Autorità competenti ne accusano ricevuta o richiedono eventuali ulteriori documenti mancanti;

3)    analisi del fascicolo entro 3 settimane se la richiesta è diretta all’esercizio temporaneo dell’attività; il suddetto termine può essere più lungo per le professioni che hanno un impatto sulla salute e sulla sicurezza dei pazienti (l’esame della richiesta può durare al massimo 3 mesi); se invece la domanda è di stabilimento il termine per l’analisi del fascicolo è di 3 mesi o di 2 mesi nel caso di professioni riconosciute automaticamente.

4)    Qualora lo Stato Membro ospitante non adottasse alcuna decisione nei termini qui sopra previsti, senza interruzione per richiesta di ulteriore documentazione o informazioni aggiuntive, varrà il silenzio – assenso e la Tessera verrà rilasciata.

5)      In caso di rigetto delle domande le Autorità preposte sono tenute ad indicare le motivazioni consentendo così al richiedente di presentare eventualmente ricorso avverso.

Vorrei concludere questa disamina con una considerazione del Presidente di Confprofessioni in un proprio comunicato stampa del 01.12.2014, il quale pur dichiarandosi favorevole all’istituzione della Tessera Professionale Europea afferma che “… la mobilità dei professionisti che tutti intendiamo favorire dipende, certamente, da un contesto normativo flessibile e funzionale, ma può essere innescata soltanto da sostegni certi a un settore oggi fiaccato ed impoverito. Se i professionisti non avranno le risorse per rispondere alle nuove sfide del mercato del lavoro e alla crescente pressione economica a cui sono sottoposti, difficilmente riusciranno ad apportare il proprio contributo alla competitività, all’occupazione e alla crescita economica in Europa …”.

Credo che in queste poche parole si riassuma l’importanza del ruolo delle professioni che però non può prescindere da un sostegno economico, da un alleggerimento della burocrazia spesso soffocante, oltre che da normative chiare, efficaci e semplici da adottare; tutto ciò comunque e sempre in un’ottica di Mercato Comune.

Ulteriori importanti informazioni sono reperibili anche sul sito CIMEA: www.cimea.it oltre che sul sito del Dipartimento Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri: www.politicheeuropee.it

 

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