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29 Marzo 2021

Crisi d’impresa e programmazione, una svolta in grado di salvare le attività

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Durante gli ultimi anni, l’aumento vertiginoso dell’insolvenza creditizia ha coinvolto sia i privati cittadini che le aziende. Il crescente indebitamento ha portato a malesseri e chiusure definitive, con tutte le conseguenze prevedibili in questi casi.

Di qui la necessità di modificare le normative vigenti e gli assetti organizzativi, anche con l’elaborazione di software per la crisi d’impresa. L’obiettivo è quello di cogliere anticipatamente i segnali di eventuali difficoltà, mediante una “diagnosi precoce” dei problemi.

Utili alle attività di grandi dimensioni come ai liberi professionisti, tali strumenti permetteranno di studiare soluzioni mirate. Tenere sotto controllo la situazione e correggere errori di organizzazione per tempo, quindi, diventa molto più semplice.

 

Sistemi gestionali per la crisi d’impresa, molto più di un semplice strumento

 

L’elevata incidenza di bilanci in passivo ha portato l’esecutivo a ampliare il raggio d’azione delle misure già messe in atto presso le grandi aziende. Con il Decreto Legislativo 14 del 12 gennaio 2019 sono arrivate delle novità, insieme a una rivalutazione di alcuni aspetti organizzativi delle imprese.

Piccole aziende e liberi professionisti dovranno abituarsi a regolari revisioni dei conti. Non più monitoraggi una tantum dietro esplicita richiesta, ma valutazioni obiettive spontanee tramite programmi ad hoc e opportuni conteggi a cadenza regolare.

La responsabilità dell’attuazione delle misure ricade sul titolare, che ha il dovere di inserire un soggetto o un organo preposto ai controlli. L’inserimento di un software per la crisi d’impresa concorre a mantenere una traccia scritta delle attività e rientra a pieno titolo nella mappatura dei processi.

Sotto tale prospettiva, si tratta di una vera e propria ristrutturazione delle modalità di organizzazione, gestione e controllo, pertanto relegare l’uso di questi programmi a semplici strumenti è quanto mai riduttivo. La loro presenza nell’asset aziendale ridimensiona il calcolo degli indici, finora sopravvalutato: esso rappresenta una conseguenza e non il punto da cui partire.

 

I requisiti di un software per la valutazione delle criticità

Un buon programma per la valutazione aziendale deve essere efficiente e veloce nel caricamento e nell’impostazione. Previo inserimento dei dati in anagrafica, deve offrire un contributo significativo in fase di analisi dello scenario, dando il giusto peso ai rischi operativi.

Tra le funzionalità del software ideale vanno ricordate:

  • esame globale della situazione, in base alle informazioni implementate
  • confronto tra stato patrimoniale e conto economico
  • caricamento di stime su cash flow e bilanci futuri
  • calcolo e monitoraggio dei parametri di allerta e della probabilità di insolvenza
  • previsione di eventuali ritardi sul saldo degli importi
  • segnalazioni presso le Centrali di Allarme Interbancarie
  • elaborazione di un fascicolo scaricabile nei formati d’uso corrente
  • opportunità di accesso al software a persone autorizzate.

 

Il tutto consentirà di avere un quadro completo e di esaminare sia la validità delle risorse disponibili sia le prospettive di continuità per i mesi a seguire.

 

Benefici dei programmi sulle valutazioni aziendali interne

L’elevata mole di informazioni trasmesse rende l’uso continuativo dei software un imperativo categorico.

Riguardo la crisi delle attività i punti di forza sono molteplici:

  • prevenire o arginare le difficoltà in modo tempestivo
  • offrire una panoramica completa, chiara e esauriente
  • ridurre gli errori al minimo
  • avvalersi di un supporto efficiente e facile da utilizzare.

 

Solo un’analisi attenta e l’impiego di mezzi mirati a affrontare la crisi allontanerà l’impresa da qualsiasi rischio di liquidazione giudiziale, in passato chiamata “fallimento”.

 

 

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