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27 Maggio 2022
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Bonus benzina 2022: cos’è e come funziona

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Bonus benzina 2022: cos’è e come funziona

A seguito del forte innalzamento dei prezzi del carburante, il Governo ha deciso di aiutare i cittadini con uno specifico provvedimento volto a contrastare il caro-prezzi di gasolio e benzina. In aggiunta al taglio delle accise sui carburanti, il Decreto energia (art. 2, D.l. n. 21/2022) ha introdotto il bonus benzina che i datori di lavoro privati possono assegnare ai lavoratori dipendenti per l’acquisto di carburante

Con bonus benzina si intende un buono o voucher destinato all’acquisto di carburante e ceduto a titolo gratuito dai datori di lavoro privati ai lavoratori dipendenti

Il bonus benzina non concorre alla formazione del reddito di lavoro, nel limite di 200 euro all’anno per lavoratore, ai sensi dell’articolo 51, comma 3, del DPR n. 917/1986 (TUIR).

Con riferimento all’art. 51, comma 3, del TUIR, si ritiene che tale agevolazione possa aggiungersi all’esenzione dal reddito di lavoro per i beni ceduti e i servizi prestati (come i buoni acquisto etc.) dal datore di lavoro ai propri dipendenti nel limite di 258,23 euro annui, come previsto per i fringe benefit.

Dunque, solo per l’anno 2022, il lavoratore dipendente potrà non solo ricevere gratuitamente dal datore di lavoro buoni benzina non imponibili fino a 200 euro, ma anche usufruire di altri beni o servizi, non tassati sino al limite di 258,23 euro come fringe benefit esenti.

L’esenzione del buono benzina è prevista inoltre anche ai fini contributivi.


L’intervallo temporale in cui trova applicazione questa esenzione è più precisamente il seguente: tutto il 2022 – anche retroattivamente dal 1° gennaio 2022 – e i primi 12 giorni del gennaio 2023 (è il cosiddetto principio di cassa allargata). Ciò che conta infatti non è l’utilizzo del buono ma il momento in cui è stato assegnato. 

Chi ha diritto al bonus benzina?

Il bonus benzina è riconosciuto esclusivamente ai lavoratori dipendenti e assimilati, senza limiti di ruolo o reddito e a prescindere dalla tipologia di contratto.

Affinché sia assegnato il bonus benzina, i lavoratori dipendenti devono essere assunti presso aziende private e quindi presso imprese individuali o collettive (spa, srl etc.), enti non commerciali (onlus, associazione, fondazione etc.), titolari di partita IVA (avvocati, ingegneri, commercialisti che hanno collaboratori dipendenti).

Sono invece esclusi dal bonus i titolari di partita IVA e i dipendenti pubblici.

Un aspetto importante da considerare è che, in base alla normativa, i buoni benzina possono essere riconosciuti anche a un singolo lavoratore dipendente. La norma che disciplina l’assegnazione a titolo gratuito di beni o servizi non richiede infatti che sia concessa alla generalità o a categorie di dipendenti.

 

Bonus benzina e piani di welfare

Come i fringe benefit, il buono benzina può essere assegnato anche all’interno dei piani di welfare aziendale già in essere, mediante accordi di secondo livello (tra sindacati e datore di lavoro) o attraverso regolamento aziendale interno. Il datore di lavoro può assegnare il bonus anche volontariamente e in via unilaterale.

È necessario effettuare delle modifiche nel piano di welfare?

Se il piano non include un elenco specifico di benefit da fruire e prevede semplicemente l’assegnazione di un valore annuo per dipendente – budget figurativo o credito welfare –, non occorre intervenire per inserire anche i buoni benzina.

Diventa invece necessaria una specifica modifica quando il piano dà diritto solo a determinati benefit (es. solo servizi ricreativi e assistenza sanitaria).

I vantaggi per le aziende e i lavoratori

Il buono benzina è una soluzione vantaggiosa, da un punto di vista sia fiscale che contributivo, per il lavoratore dipendente beneficiario e per il datore di lavoro.

Quali sono i vantaggi per il lavoratore dipendente?

Il Decreto Energia, come anticipato, riconosce al beneficiario l’esenzione dal reddito da lavoro dipendente del valore del buono benzina ricevuto, per un importo massimo di 200 euro annui.
Ciò significa che entro tale soglia al lavoratore non vengono prelevati né i contributi INPS a suo carico né la tassazione IRPEF. Nel caso in cui venga superata la soglia, l’intero importo viene tassato.

E per il datore di lavoro? Il costo del buono benzina è interamente deducibile ai fini IRES o IRPEF e non è richiesto il versamento dei contributi previdenziali a suo carico per il valore dei buoni concessi.

La soluzione Edenred per i buoni carburante

Ilbuono Edenred Shopping Fuel è una soluzione dedicata al carburante, interamente deducibile, semplice da gestire e da utilizzare, ideale per l’erogazione del bonus benzina.

I dipendenti beneficiari possono fare rifornimento in oltre 2.700 stazioni di servizio Q8 in tutta Italia, sia in modalità servito che in modalità self. Sono inclusi infatti anche i distributori automatici Q8 easy.

Oltre ad offrire una forte capillarità territoriale, i buoni carburante Edenred sono già attivi e pronti all’uso: prima di fare rifornimento, basta presentarli in cassa oppure, nelle stazioni automatiche Q8 easy, digitare il codice numerico riportato sul buono nella colonnina del distributore.

Le aziende, d’altra parte, hanno il vantaggio di poter risparmiare tempo e risorse delegando a Edenred l’intero processo di gestione, dall’emissione del buono all’assegnazione dello stesso in base ai nominativi dei lavoratori. 

Non solo: in funzione delle specifiche esigenze di ogni azienda, soprattutto in termini di tempi e costi di distribuzione, è possibile scegliere tra formati diversi. Edenred Shopping Fuel è infatti disponibile in versione cartacea, buono digitale stampabile e anche come app. MyEdenred Shopping è l’app che permette all’azienda di velocizzare e semplificare al massimo il processo di distribuzione dei buoni e al beneficiario di gestire i buoni carburante direttamente dallo smartphone come un credito a scalare.

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