IAS 21 Effetti delle variazioni dei cambi delle valute estere – Presentazione di operazioni in moneta estera nella valuta funzionale

Rilevazione delle differenze di cambio

27 Come indicato nel paragrafo 3, lettera a) e nel paragrafo 5, l’IFRS 9 si applica alla contabilizzazione delle operazioni di copertura per elementi in valuta estera. L’applicazione della contabilizzazione delle operazioni di copertura richiede che l’entità contabilizzi alcune differenze di cambio diversamente dalla contabilizzazione delle differenze di cambio disposta dal presente Principio. Per esempio, l’IFRS 9 dispone che le differenze di cambio su elementi monetari che si qualificano come strumenti di copertura in una copertura di flussi finanziari, siano rilevate inizialmente nelle altre componenti di conto economico complessivo nella misura in cui tale copertura sia effettiva.

28 Le differenze di cambio derivanti dall’estinzione di elementi monetari o dalla conversione di elementi monetari a tassi differenti da quelli ai quali erano stati convertiti al momento della rilevazione iniziale durante l’esercizio o in bilanci precedenti, devono essere rilevate nel conto economico dell’esercizio in cui hanno origine, a eccezione di quanto indicato nel paragrafo 32.

29 Quando elementi monetari derivano da un’operazione in valuta estera e c’è una variazione nel tasso di cambio tra la data dell’operazione e la data del regolamento, ne deriva una differenza di cambio. Quando l’operazione è regolata nello stesso periodo amministrativo nel quale essa è avvenuta, tutta la differenza di cambio è rilevata in quell’esercizio. Tuttavia, quando l’operazione è regolata in un esercizio contabile successivo, la differenza di cambio rilevata in ciascun periodo fino alla data in cui avviene il regolamento è determinata dalla variazione nei tassi di cambio in ciascun periodo.

30 Quando un utile o una perdita di un elemento non monetario viene rilevato nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo, ogni componente di cambio di tale utile o perdita deve essere rilevato nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo. Viceversa, quando un utile o una perdita di un elemento non monetario è rilevato nel conto economico, ogni componente di cambio di tale utile o perdita deve essere rilevata nel conto economico.

31 Altri Principi richiedono che alcuni utili e perdite siano rilevati nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo. Per esempio, lo IAS 16 dispone che alcuni utili e perdite derivanti dalla rivalutazione degli immobili, impianti e macchinari siano rilevati nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo. Quando tale attività viene valutata in una valuta estera, il paragrafo 23, lettera c), del presente Principio dispone che l’importo rivalutato sia convertito utilizzando il tasso alla data in cui il valore è determinato, dando origine a una differenza di cambio che è anch’essa rilevata nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo.

32 Le differenze di cambio derivanti da un elemento monetario che fa parte di un investimento netto in una gestione estera di un’entità che redige il bilancio (cfr. paragrafo 15) devono essere rilevate nel conto economico del bilancio separato dell’entità che redige il bilancio o del bilancio individuale della gestione estera, come applicabile. Nel bilancio che include la gestione estera e l’entità che redige il bilancio (per esempio il bilancio consolidato quando la gestione estera è una controllata), tali differenze di cambio devono essere rilevate inizialmente nel prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo e riclassificate dal patrimonio netto all’utile (perdita) d’esercizio alla dismissione dell’investimento netto, secondo quanto previsto dal paragrafo 48.

33 Quando un elemento monetario è parte dell’investimento netto in una gestione estera di un’entità che redige il bilancio ed è espresso nella valuta funzionale dell’entità che redige il bilancio, si genera una differenza di cambio nel bilancio individuale della gestione estera secondo quanto previsto dal paragrafo 28. Se tale elemento è espresso nella valuta funzionale della gestione estera, si genera una differenza di cambio nel bilancio separato dell’entità che redige il bilancio secondo quanto previsto dal paragrafo 28. Se tale elemento è espresso in una valuta differente dalla valuta funzionale dell’entità che redige il bilancio o della gestione estera, si genera una differenza di cambio nel bilancio separato dell’entità che redige il bilancio e nel bilancio individuale della gestione estera secondo quanto previsto dal paragrafo 28. Tali differenze di cambio sono rilevate tra le voci del prospetto delle altre componenti di conto economico complessivo nel bilancio che include la gestione estera e l’entità che redige il bilancio (ossia il bilancio in cui la gestione estera è consolidata, consolidata o contabilizzata utilizzando il metodo del patrimonio netto).

34 Quando un’entità tiene i propri libri e scritture contabili in una valuta differente dalla valuta funzionale, al momento in cui essa prepara il suo bilancio tutti gli importi sono convertiti nella valuta funzionale, secondo quanto previsto dai paragrafi da 20 a 26. Ciò produce gli stessi importi nella valuta funzionale come se gli elementi fossero stati inizialmente registrati nella valuta funzionale. Per esempio, gli elementi monetari sono convertiti nella valuta funzionale utilizzando il tasso di chiusura, e gli elementi non monetari che sono valutati a costo storico sono convertiti utilizzando il tasso di cambio alla data della loro rilevazione.

 

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