Il Bilancio consolidato 3 Il gruppo di imprese | Il gruppo di imprese secondo la dottrina aziendalistica

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La dottrina aziendalistica ha esaminato il gruppo sotto molteplici punti di vista (produttivo, strutturale, organizzativo ecc.) ed ha elaborato diverse distinzioni concettuali. Di seguito si riportano alcune di queste configurazioni teoriche:

(a) Dal punto di vista del livello di integrazione strategica si distingue tra:

(i) Gruppo economico

Secondo questa teoria una aggregazione di imprese configura una unità economica se è caratterizzata da un disegno imprenditoriale e da una direzione unitaria del complesso di imprese che lo compongono.

Tale concetto implica l’esercizio effettivo del coordinamento e non la mera potenzialità del potere di controllo.

Quest’ultimo poi, viene fatto discendere tanto dal potere attribuito dal possesso di partecipazioni maggioritarie, quanto dal potere derivante in virtù di legami contrattuali.

Secondo una parte della dottrina, nel gruppo economico non è necessaria l’esistenza di una società capogruppo (gruppo verticale) essendo possibile attuare l’unità del disegno imprenditoriale e della direzione anche attraverso accordi fra più imprese che portino, ad esempio, alla designazione di un unico comitato di direzione o alla designazione comune degli amministratori.

(ii) Gruppo finanziario

Il gruppo finanziario è caratterizzato dalla presenza di un controllo garantito tanto dal possesso di partecipazioni, quanto da vincoli contrattuali, che non si esplica però necessariamente in un coordinamento di gruppo inteso quale unica entità economica.

(b) Con riferimento all’attività svolta dalla società capogruppo (holding) quest’ultima è così qualificata:

(i) holding pura se è caratterizzata dall’assenza di attività produttiva e dall’accentramento delle funzioni di pianificazione, finanza e controllo;

(ii) holding mista, quando unisce alle funzioni proprie di pianificazione, finanza e controllo anche quella produttiva.

(c) Con riferimento alle modalità di configurazione del controllo si distingue infine tra:

(i) gruppi a struttura semplice caratterizzati da partecipazioni di controllo dirette della capogruppo in tutte le società controllate, come nell’esempio di seguito raffigurato.

Il gruppo sopra schematizzato può avere una qualunque delle diverse caratteristiche viste in precedenza.

A potrebbe essere una capogruppo finanziaria (holding pura) e B, C e D, potrebbero essere imprese che operano in settori diversificati (ad es. meccanico, trasporti e grande distribuzione) configurando così un gruppo cosiddetto conglomerato. B, C e D, potrebbero invece svolgere attività complementare, configurando così un gruppo integrato orizzontale (esempio nel settore chimico; B farmaceutico, C per l’agricoltura, D per l’alimentazione) o verticale (esempio nel settore automobilistico: B per la componentistica, C per i motori e D per l’assemblaggio). A potrebbe poi coordinare strategicamente l’attività delle controllate (gruppo economico) ovvero limitarsi ad esercitare un puro e semplice potere di nomina degli organi sociali, senza alcuna altra ingerenza nell’attività della controllante (gruppo finanziario).

(ii) Gruppi a struttura complessa nei quali il controllo viene esercitato a cascata o a mezzo di livelli successivi di controllo, come nell’esempio di seguito raffigurato.

In questo caso A (società capogruppo) controlla direttamente la sottocapogruppo (sub-holding) di 1° livello B e attraverso di essa le sottocapogruppo di 2° livello C, D ed E e quindi attraverso queste ultime le imprese F, G, H, I, L, M. Verosimilmente, in questo caso, A potrebbe essere una holding pura con funzioni finanziarie, e B, una holding mista, che unisce alle funzioni di pianificazione e controllo anche quelle produttive.

(iii) Gruppi a catena, nei quali i poteri di controllo si compongono variamente anche a mezzo di partecipazioni incrociate, come nell’esempio di seguito raffigurato.

In questo caso, A controlla direttamente B ed attraverso di questa controlla indirettamente C. A controlla inoltre D, attraverso la partecipazione diretta e quella indiretta tramite B e C.

Sommario Principi contabili

Fonte: Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti