NULL
Novità Iva
22 Ottobre 2021
3 Minuti di lettura

Tariffa da pagare per la pubblicazione di articoli su riviste on-line: si applica l’Iva ordinaria.

Scarica il pdf

L’Agenzia delle Entrate si è occupata di una questione riguardante la disciplina Iva applicabile alla pubblicazione di articoli su riviste on-line.

La società che ha presentato istanza di interpello ha la sede in Germania e lì è qualificata come soggetto passivo Iva. La società istante ha anche una partita Iva italiana mediante la quale fornisce servizi elettronici. Secondo la disciplina Iva italiana, sono rilevanti in Italia i servizi elettronici resi nei confronti di consumatori privati quando il committente è domiciliato nel territorio italiano o qui residente senza avere domicilio all’estero.

Nell’istanza di interpello è stato evidenziato che il soggetto passivo che presta servizi elettronici, servizi di telecomunicazione e teleradiodiffusione nei confronti di committenti non soggetti passivi Iva che sono stabiliti in territori di altri Stati membri dell’Unione Europea può avvalersi del regime speciale “One Stop Shop”. In questo modo, il prestatore adempie in un unico Stato membro (lo Stato di identificazione) agli obblighi Iva relativi ai servizi in questione, senza la necessità di identificarsi ai fini Iva in ciascuno degli Stati dell’Unione Europea nei quali sono stabiliti i clienti non soggetti passivi Iva.

La società istante ha stipulato con un committente italiano un contratto con decorrenza dal 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2024. Si tratta di un contratto a prestazioni continuative di accesso ed utilizzo di banche dati e riviste scientifiche on-line. Il corrispettivo pattuito è annuale e suddiviso in due parti: una tariffa di lettura (la “Reading Fee”) ed un Fondo APC o “Publishing Fee” (dove l’APC o Article Processing Charge, è il costo di pubblicazione di un articolo sulla rivista on-line pagato direttamente dall’autore). Qual’è la corretta aliquota Iva da applicare a questo secondo tipo di corrispettivo?

Secondo l’istante, non vi sono dubbi sull’aliquota Iva applicabile alla “Reading Fee”. E’, infatti, del tutto assimilabile al corrispettivo concordato per accedere ad una banca dati di prodotti editoriali digitali. Troverà, pertanto, applicazione l’aliquota Iva ridotta del 4 % (numero 18) della tabella A, parte seconda, allegata al Decreto Iva).

L’Agenzia delle Entrate, nella Risposta n. 701 dell’11 ottobre 2021, ha riepilogato le caratteristiche del contratto stipulato dalla società istante. Si tratta di un’offerta costituita da una componente di accesso e da una componente di pubblicazione di articoli in modalità Open Access, per ognuna delle quali è previsto il pagamento di un’apposita tariffa (“fee”) su base annuale.

Si discute, in particolare, del trattamento Iva da applicare alla quota annuale che il committente italiano deve versare all’editore per avere la possibilità di pubblicare un certo numero di articoli in Open Access ad un costo predeterminato. Questa tariffa, anche detta “APC Fund”, rappresenta di fatto l’intero corrispettivo annuale dovuto dal committente italiano. La restante tariffa (“Reading Fee”) ha un peso trascurabile.

L’Agenzia delle Entrate ha affermato che questa tariffa dovuta per la pubblicazione degli articoli non può essere assoggettata all’aliquota Iva ridotta del 4 % in quanto non rientra nelle ipotesi previste dai numeri 18) e 35) della tabella A, parte seconda, allegata al Decreto Iva. Le disposizioni che prevedono l’applicazione dell’aliquota Iva ridotta per i prodotti editoriali sono finalizzate a favorire la diffusione dei prodotti editoriali stessi, agevolandone la commercializzazione, l’acquisto e la realizzazione e produzione e limitando, allo stesso tempo, la formazione di crediti Iva in capo agli operatori del settore.

Nel caso specifico, invece, l’editore non acquista nulla dal committente/sottoscrittore ed anzi è quest’ultimo che acquista una prestazione dall’editore che con il corrispettivo ricevuto finanzia la pubblicazione degli articoli nelle riviste on-line.

Pertanto, alla “Publishing Fee” dovrà essere applicata l’aliquota Iva ordinaria.

Articoli correlati
26 Novembre 2021
Quando si può parlare di commercio elettronico indiretto e quali sono i relativi obblighi di certificazione?

Commercio elettronico indiretto ed obblighi di certificazione. A presentare l'istanza...

26 Novembre 2021
Eredi del professionista: quali sono gli obblighi Iva da adempiere?

Nel caso di morte del professionista, quali sono gli adempimenti Iva a carico degli...

26 Novembre 2021
Subentro nella locazione della casa del portiere: si può optare per la cedolare secca.

Il quesito posto all'Agenzia delle Entrate riguarda l'applicabilità della cedolare...

Affidati ad un professionista
Richiedi una consulenza con un nostro esperto