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Novità Iva
16 Settembre 2022
4 Minuti di lettura

Servizio di somministrazione di pasti ai dipendenti tramite App: no all’aliquota Iva del 4 %.

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Quale aliquota Iva deve trovare applicazione qualora venga utilizzata una App come mezzo di pagamento nell’ambito di un’operazione qualificata come servizio sostitutivo di mensa aziendale?

La società istante è una società a responsabilità limitata con cinque lavoratori dipendenti che intende attivare un servizio sostitutivo di mensa aziendale. Il servizio in questione verrà erogato da strutture come supermercati, ristoranti ed esercizi pubblici di commercio al dettaglio di generi alimentari.

Per la gestione del servizio verrà utilizzato un circuito. In particolare, la società istante incaricherà un’altra società a capo del circuito di eseguire, per conto della prima società, i pagamenti dei pasti somministrati ai dipendenti dalle strutture convenzionate, tracciati mediante una App. La società istante si impegnerà a far installare ai propri dipendenti tale applicazione così che la possano utilizzare per ottenere la somministrazione dei pasti nelle strutture convenzionate. Affinché avvengano i pagamenti, la società istante verserà anticipatamente alla seconda società un importo (11,50 Euro per ciascun dipendente). La App verrà utilizzata esclusivamente come mezzo di pagamento.

La società istante stipulerà le convenzioni con le singole strutture aderenti al circuito che si obbligheranno a fornire il servizio sostitutivo di mensa aziendale, mediante la somministrazione dei pasti ai dipendenti dell’istante. Anche le strutture che somministrano i pasti saranno legate da convenzioni al circuito in questione e pagheranno ad esso una fee.

Quale aliquota Iva applicare al servizio sostitutivo di mensa aziendale fornito dalle strutture convenzionate ai dipendenti dell’azienda?

Secondo l’istante, l’aliquota Iva da applicare sarebbe l’aliquota ridotta del 4 % prevista per le somministrazioni di alimenti e bevande nelle mense aziendali, anche se le somministrazioni sono eseguite sulla base di contratti di appalto o di apposite convenzioni. A tal proposito, l’istante ha evidenziato che tale aliquota Iva del 4 % è stata estesa alle stesse somministrazioni rese in dipendenza di contratti, anche di appalto, aventi ad oggetto servizi sostitutivi di mensa aziendale, se commesse da datori di lavoro.

L’Agenzia delle Entrate, nella Risposta n. 430 del 22 agosto 2022, ha evidenziato che, dalle informazioni presenti nel sito web del circuito, risulta che il servizio fornito potrebbe essere qualificato come “mensa diffusa”. Nelle convenzioni stipulate dall’istante con le singole strutture affiliate del circuito si parla, poi, di servizio sostitutivo di mensa aziendale.

Come precisato dall’Agenzia delle Entrate, per verificare se una somministrazione di alimenti e bevande ai dipendenti sia riconducibile alla categoria dei servizi sostitutivi di mensa aziendale o ad altre categorie in cui può essere resa, come quella dei ticket restaurant o della mensa diffusa, bisogna tenere conto delle modalità attraverso le quali la prestazione è resa ed anche della presenza di eventuali convenzioni tra i partecipanti al contratto di somministrazione di alimenti e bevande.

Nel caso descritto nell’istanza di interpello vi sono due convenzioni sottoscritte dall’istante: una con il circuito che gestisce il servizio e l’altra con le singole strutture convenzionate. Mancano, però, le altre modalità che caratterizzano il servizio sostitutivo di mensa aziendale ed il servizio di mensa diffusa.

La società del circuito, infatti, non eroga alcun servizio sostitutivo di mensa aziendale. Si limita a pagare le strutture convenzionate che somministrano i pasti, per conto del datore di lavoro, utilizzando il credito che quest’ultimo le mette anticipatamente a disposizione.

Mancano anche le caratteristiche tipiche della mensa diffusa. Mancano, infatti, nelle convenzioni stipulate dalla società istante delle clausole finalizzate ad evitare un impiego improprio o fraudolento della App, come quelle che prevedono l’utilizzo di essa da parte del dipendente limitatamente ad una sola prestazione giornaliera, nei giorni di effettiva presenza in servizio e nell’orario prestabilito per la pausa pranzo.

Inoltre, le card elettroniche connesse ai servizi di mensa diffusa non rappresentano titoli di credito, ma consentono esclusivamente di individuare il dipendente che ha diritto a ricevere il pasto in quel giorno determinato. Nel caso descritto nell’istanza di interpello, invece, la App incorpora un credito utilizzato dal dipendente per pagare la consumazione presso la struttura convenzionata, nel giorno ed all’orario che preferisce, nei limiti del credito precostituito dal datore di lavoro.

In questo sistema, l’intervento della società del circuito è limitato al pagamento che esegue in nome proprio, ma per conto dell’istante, al quale è intestata la fattura della struttura convenzionata. La App svolge esclusivamente la funzione di strumento di pagamento.

L’operazione descritta all’Agenzia delle Entrate, pertanto, non è riconducibile alla disciplina della mensa diffusa o del servizio sostitutivo di mensa aziendale e, conseguentemente, non è applicabile l’aliquota Iva ridotta del 4 %.

Dovrà, invece, essere applicata l’aliquota Iva del 10 %.

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