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Professionista deceduto: le fatture non riscosse non permettono di chiudere la partita Iva

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Nella Risoluzione n. 34 dell’11 marzo 2019, l’Agenzia delle Entrate ha fornito dei chiarimenti in merito agli obblighi ai fini Iva che devono essere adempiuti dagli eredi del contribuente professionista.

Il caso prospettato riguarda un professionista che aveva emesso fatture nei confronti della Pubblica Amministrazione con Iva ad esigibilità differita non riscosse alla data del suo decesso.

Inoltre, il contribuente professionista aveva eseguito delle prestazioni professionali che non erano state fatturate alla data del decesso. Le prestazioni erano state terminate, ancora una volta nei confronti della Pubblica Amministrazione, ma non era ancora intervenuta la liberatoria da parte del committente che avrebbe permesso di considerare le prestazioni medesime ultimate e, quindi, fatturabili.

I dubbi posti all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate riguardano il versamento dell’Iva non ancora incassata e la necessità di considerare le prestazioni concluse, ma non ancora fatturate, come rilevanti ai fini Iva.

L’Agenzia delle Entrate ha, prima di tutto, evidenziato che il tema della cessazione dell’attività professionale è un tema complesso rispetto al quale sono intervenute diverse pronunce sia da parte dell’autorità giudiziaria, che da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Il principio generale è quello secondo il quale la cessazione dell’attività professionale, con la conseguente estinzione della partita Iva, non può prescindere dalla conclusione di tutti gli adempimenti derivanti dalle operazioni attive e passive effettuate. Il professionista che non svolge più l’attività professionale, ad esempio, non può chiudere la partita Iva in presenza di corrispettivi per prestazioni rese ancora da fatturare nei confronti dei propri clienti.

Le medesime indicazioni riguardano anche gli eredi del professionista. Quindi, in presenza di fatture da incassare o di prestazioni da fatturare, gli eredi del professionista deceduto non possono chiudere la sua partita Iva fino a quando non viene incassata l’ultima parcella.

In presenza di fatture ad esigibilità differita ancora da incassare oppure di fatture da emettere, pertanto, è ammessa una deroga alla regola secondo la quale la partita Iva del contribuente deceduto deve essere chiusa da parte degli eredi entro sei mesi dal decesso.