Eventuale rimborso del credito iva sull'acquisto delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici

Acquisto di stazioni di ricarica per veicoli elettrici: il credito Iva può essere richiesto a rimborso

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L’Agenzia delle Entrate ha risposto ad un quesito riguardante la possibilità di ottenere il rimborso del credito Iva per coloro che acquistano stazioni di ricarica di veicoli elettrici.

La società istante è una società a responsabilità limitata che opera nel settore della mobilità elettrica e che gestisce una propria rete di stazioni di ricarica per veicoli elettrici alle quali gli utenti possono accedere per ricaricare il proprio veicolo su tutto il territorio italiano.

Il progetto della società istante è quello di realizzare circa 30.000 punti di ricarica da gestire nei prossimi anni. Alcuni punti di ricarica sono stati già installati e altri sono in fase di sviluppo. Vengono posizionati principalmente sul suolo pubblico o in aree private con accesso al pubblico, come centri commerciali, supermercati, ristoranti.

La contribuente ha precisato che tali installazioni avvengono a seguito dell’acquisto delle stazioni di ricarica per veicoli elettrici che vengono successivamente modificate così da poter essere integrate nei sistemi della società. Quest’ultima sostiene anche tutta una serie di spese per collegare le stazioni di ricarica al contatore dell’ente distributore dell’energia elettrica.

La società istante matura regolarmente un credito Iva, dal momento che i ricavi conseguiti nei primi anni di attività sono contenuti rispetto agli investimenti effettuati e programmati nel tempo.

La richiesta avanzata dalla società è, pertanto, quella di chiedere a rimborso il credito Iva annuale, limitatamente agli acquisti ed alle importazioni dei beni ammortizzabili. Il quesito sottoposto all’Agenzia delle Entrate con istanza di interpello riguarda anche la possibilità di richiedere il rimborso del credito Iva trimestrale.

Nella Risposta n. 497 del 22 ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate ha ricordato che il rimborso del credito Iva risultante dalla dichiarazione annuale, se superiore a 2.582,28 Euro, può essere richiesto in presenza di determinati presupposti previsti all’articolo 30 del Decreto Iva.

In particolare, è stabilito che il contribuente può chiedere in tutto o in parte il rimborso del credito Iva, all’atto della presentazione della dichiarazione annuale, limitatamente all’Iva relativa all’acquisto o all’importazione di beni ammortizzabili e di beni e servizi per studi e ricerche. I beni e servizi acquistati devono essere destinati all’utilizzo in operazioni attive imponibili Iva o in operazioni che comunque conferiscono il diritto alla detrazione.

Qualora ricorrano tali presupposti, è riconosciuta al contribuente la possibilità di ottenere anche il rimborso del credito Iva in relazione a periodi inferiori all’anno, quando effettua acquisti e importazioni di beni ammortizzabili per un importo superiore ai due terzi dell’ammontare complessivo degli acquisti e delle importazioni di beni e servizi imponibili.

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che i beni ammortizzabili sono i beni strumentali, ossia quei beni che vengono utilizzati nel ciclo produttivo direttamente dall’imprenditore che ne ha il possesso a titolo di proprietà o di altro diritto reale. E, a fini del rimborso dell’Iva, ciò che rileva è che il bene sia suscettibile di essere sottoposto ad ammortamento.

Con riferimento al caso specifico, l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto che le stazioni di ricarica costituiscono per la società istante dei beni strumentali ammortizzabili. Pertanto, l’Iva assolta dall’istante per l’acquisto di tali beni, comprese le spese accessorie necessarie per il loro funzionamento, è rimborsabile in virtù di quanto disposto dal Decreto Iva per il rimborso del credito Iva risultante dalla dichiarazione annuale e del credito Iva riferibile a periodi inferiori all’anno.