Interventi di revisione periodica degli impianti privati di riscaldamento: applicabile l’Iva agevolata del 10 %.

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Nella Risoluzione n. 15 del 4 marzo 2013, l’Agenzia delle Entrate ha risposto ad un interpello relativo all’aliquota Iva applicabile agli interventi di controllo e manutenzione degli impianti privati di riscaldamento.

L’Agenzia delle Entrate ha richiamato la norma contenuta nella Legge n. 488 del 23 dicembre 1999 secondo la quale le prestazioni aventi per oggetto interventi di recupero del patrimonio edilizio, realizzati su fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, sono soggette all’Iva con aliquota al 10 %.

Tra le prestazioni agevolate vi sono gli interventi di manutenzione ordinaria e tra questi vi sono le opere necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti.

In riferimento alla richiesta di chiarimenti sottoposta alla sua attenzione, l’Agenzia delle Entrate ha concluso che la revisione periodica obbligatoria degli impianti di riscaldamento, condominiali o ad uso esclusivo, installati in fabbricati a prevalente destinazione abitativa privata, ed il controllo delle emissioni degli stessi, in quanto riconducibili all’ambito degli interventi di manutenzione ordinaria, costituiscono prestazioni di servizi soggette ad Iva con aliquota al 10 %.

Nella Circolare è stato anche precisato che l’agevolazione in questione non è applicabile ai contratti aventi ad oggetto, oltre alla manutenzione ordinaria, anche prestazioni ulteriori per le quali non sia indicato un corrispettivo distinto.

Infine, l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto che l’eventuale richiesta di rimborso dell’Iva addebitata agli utenti in misura superiore al 10 % deve essere presentata entro due anni dalla data del versamento dell’imposta in misura ordinaria e potrà essere soddisfatta soltanto se il prestatore di servizi dimostri di aver effettivamente restituito il tributo agli utenti e nel limite della somma effettivamente restituita. Per ottenere il rimborso dell’imposta applicata in misura eccedente il 10 %, non potranno essere utilizzati i meccanismi di variazione delle fatture disciplinati dall’articolo 26 del D.P.R. n. 633 del 1972.

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.