Esenzione Iva per le prestazioni di servizi rese dai consorzi ai consorziati. Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

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L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 5 del 17 febbraio 2011, si è occupata del regime di esenzione Iva, previsto dall’art. 10, secondo comma, del DPR n. 633 del 1972, per le prestazioni di servizi effettuate dai consorzi nei confronti dei consorziati o dei soci.

Per usufruire di questo regime Iva, la normativa richiede che siano rispettate due condizioni:
– i consorzi devono essere partecipati da soggetti che, nel triennio solare precedente, abbiano avuto un pro-rata non superiore al 10 %;
– i corrispettivi pagati per le prestazioni di servizi rese dai consorzi non devono essere superiori ai costi imputabili alle prestazioni medesime.

L’Agenzia delle Entrate ha voluto, con la Circolare in questione, fornire dei chiarimenti riguardo ai soggetti destinatari del regime di esenzione Iva e, in particolare, riguardo alla prima condizione.

Sono, in primo luogo, destinatarie di questo regime tutte le strutture consortili anche se costituite in forma societaria o in cooperative.

Inoltre, l’esenzione riguarda non solo le prestazioni di servizi rese ai consorziati che sono privi del diritto alla detrazione, ma anche ai consorziati o ai soci che svolgono marginalmente attività imponibile, purchè tale attività determini un pro-rata non superiore al 10 %. Per verificare che il diritto a detrazione rimanga entro il limite indicato, bisogna considerare il periodo corrispondente al triennio solare precedente a quello nel quale la prestazione di servizi si intende effettuata.

Possono far parte della struttura consortile anche soggetti privi del requisito del pro-rata non superiore al 10 %. Le prestazioni di servizi rese nei confronti di tali soggetti saranno assoggettate ad Iva.

E’, però, importante che i consorziati con pro-rata superiore al 10 % non detengano complessivamente la maggioranza delle quote o delle partecipazioni delle strutture consortili. Inoltre, i servizi resi dal consorzio a consorziati con pro-rata superiore al 10 % o a terzi non devono superare il 50 % del volume d’affari del consorzio. Se non viene rispettata tale condizione, devono essere assoggettate ad Iva tutte le prestazioni rese dal consorzio, anche nei confronti di consorziati con pro-rata inferiore al 10 %.  

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.

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