Cessioni di piattaforme elevatrici destinate a persone con ridotta o impedita capacita’ motoria: si applica l’aliquota Iva ridotta.

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L’Agenzia delle Entrate, nella Risoluzione n. 70 del 25 giugno 2012, ha fornito chiarimenti in merito al trattamento fiscale da applicare, ai fini Iva, alle operazioni di cessione di piattaforme elevatrici, ossia di mezzi di sollevamento che, per le loro caratteristiche tecniche di costruzione, consentono di superare i dislivelli rispetto al piano stradale. Si tratta, in particolare, di impianti realizzati nel rispetto della normativa per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche.

La società istante, che produce e commercializza tali tipi di impianti, ha sostenuto che si possa applicare alle relative cessioni l’aliquota Iva ridotta al 4 %, in quanto rientrerebbero nella categoria dei mezzi atti al superamento di barriere architettoniche, per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie, ai quali è, appunto, applicabile l’aliquota Iva agevolata, indipendentemente dalla circostanza che l’acquirente sia il soggetto portatore di handicap (quindi anche in caso di acquisti effettuati da condomini, enti, scuole o simili).

L’Agenzia delle Entrate ha affermato, confermando la posizione seguita dalla società istante, che le piattaforme elevatrici commercializzate dalla società medesima possono beneficiare dell’aliquota Iva ridotta al 4 %. L’Agenzia ha, però, specificato che tali impianti sono assoggettabili all’aliquota Iva agevolata soltanto nella misura in cui corrispondono alle peculiarità tecniche specificamente individuate dalla normativa di riferimento (Decreto Ministeriale n. 236 del 1989).

Deve, quindi, trattarsi di piattaforme elevatrici, con determinate caratteristiche in termini di dimensioni, portata, velocità, sicurezze nei comandi, atte a consentire, in via alternativa ad un ascensore, il superamento di dislivelli, di norma non superiori a quattro metri, a persone con ridotta o impedita capacità motoria.

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.