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Regime forfetario: gli arretrati straordinari non rilevano ai fini della causa ostativa

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L’Agenzia delle Entrate è intervenuta a chiarire alcuni aspetti dell’applicazione del regime forfetario.

Lo ha fatto in risposta ad un’istanza di interpello presentata da un contribuente, titolare di una ditta, che ha dichiarato di aver percepito, per il 2019, un reddito da pensione inferiore a 30.000 Euro e di aver percepito, nello stesso anno, a titolo di arretrato per il 2018, un pagamento da parte dell’Inps assoggettato a tassazione separata. Sommando il reddito da pensione ordinario del 2019 e l’arretrato da riferire al 2018 percepito nello stesso anno, il reddito complessivamente percepito nel 2019 viene ad essere superiore a 30.000 Euro.

Il quesito riguarda la possibilità di poter continuare a svolgere l’attività d’impresa nell’ambito del regime forfetario anche nel 2020.

Il parere dell’istante è che l’arretrato non debba essere cumulato al reddito da pensione ordinario del 2019 e che, quindi, possa continuare ad essere applicato, nel 2020, il regime forfetario.

L’Agenzia delle Entrate, nella Risposta n. 102 del 14 aprile 2020, ha ricordato che la normativa in materia di regime forfetario e di cause ostative alla sua applicazione prevede che i soggetti che, nell’anno precedente, hanno percepito redditi di lavoro dipendente e redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente eccedenti l’importo di 30.000 Euro non possono avvalersi del regime forfetario.

Secondo quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, ai fini della determinazione del limite dei 30.000 Euro, rilevano soltanto i redditi percepiti in via ordinaria. Pertanto, non risulta integrata la causa ostativa predetta e l’istante potrà applicare il regime forfetario nel 2020, ferma restando la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa e l’effettivo svolgimento di un’attività di lavoro autonomo.