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Fiscalità internazionale: tutti i chiarimenti sulle più recenti novità

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L’Agenzia delle Entrate ha focalizzato l’attenzione sulle più recenti novità in materia di fiscalità internazionale nella Circolare n. 35 del 4 agosto 2016.

In particolare, nella Circolare è ricordato il Decreto Legislativo n. 147 del 14 settembre 2015 (cosiddetto “Decreto Internazionalizzazione”) con il quale sono state introdotte diverse novità di rilievo riguardanti:

  • la tassazione degli utili provenienti dai Paesi a fiscalità privilegiata;
  • la disciplina antielusiva delle imprese estere controllate;
  • l’elenco dei Paesi che assicurano un adeguato scambio di informazioni;
  • il credito per le imposte pagate all’estero.

L’Agenzia delle Entrate esamina tali novità anche alla luce degli ulteriori interventi normativi della Legge di Stabilità per il 2015 e per il 2016.

Il primo capitolo della Circolare riguarda la disciplina delle Controlled Foreign Companies (CFC). Tale disciplina prevede la tassazione per “trasparenza” in capo al socio controllante, residente in Italia, dei redditi realizzati dalle controllate estere, anche se non percepiti effettivamente.

E’ ricordato che la residenza o la localizzazione di un’impresa, di una società o di un’altra entità in uno Stato o in un territorio a regime fiscale privilegiato determina l’applicazione automatica della disciplina in capo al socio controllante residente in Italia (articolo 167, comma 1, Testo Unico Imposte sui Redditi). L’Agenzia delle Entrate illustra, quindi, l’evoluzione della normativa relativa all’individuazione dei regimi fiscali privilegiati (fino al periodo d’imposta 2014, nel periodo d’imposta 2015, dal 1° gennaio 2016).

Da evidenziare che dal 1° gennaio 2016, in virtù delle novità introdotte con la Legge di Stabilità per il 2016, si considerano privilegiati i regimi fiscali di Stati o territori qualora il livello nominale di tassazione risulti inferiore al 50 % di quello applicabile in Italia, a prescindere dall’esistenza di un adeguato scambio di informazioni tra il nostro Paese e lo Stato interessato.

Non possono essere qualificati come Stati a regime fiscale privilegiato gli Stati dell’Unione Europea e gli Stati aderenti allo Spazio Economico Europeo con i quali l’Italia abbia stipulato accordi che assicurino un adeguato scambio di informazioni (Islanda, Norvegia, Liechtenstein).

Un paragrafo della Circolare riguarda le regole di determinazione del reddito estero da imputare al socio residente.

Il secondo capitolo della Circolare dell’Agenzia delle Entrate è dedicato alle ulteriori novità introdotte dal “Decreto Internazionalizzazione” in tema di CFC:

  • l’abrogazione dell’articolo 168 del TUIR (che prevedeva l’estensione della disciplina CFC alle società collegate situate in Paesi a fiscalità privilegiata);
  • la disciplina del comma 8-bis dell’articolo 167 del TUIR (che prevede l’estensione della disciplina CFC anche alle società controllate situate negli Stati dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo in presenza di determinate condizioni);
  • le novità in tema di accertamento;
  • l’abrogazione dell’articolo 168-bis del TUIR (che prevedeva l’emanazione della “white list”);
  • il coordinamento con la Legge di Stabilità per il 2016.

Il terzo capitolo della Circolare dell’Agenzia delle Entrate è destinato alle regole di tassazione degli utili provenienti dagli Stati o territori a regime fiscale privilegiato.

Il quarto capitolo, inoltre, riguarda le novità in materia di istanze di interpello nell’ambito della disciplina CFC. Si tratta di un interpello probatorio a carattere facoltativo.

L’Agenzia delle Entrate tratta, nel quinto capitolo della Circolare, le questioni relative al nuovo obbligo di segnalazione in dichiarazione dei redditi della detenzione di partecipazioni in soggetti residenti o localizzati in “paradisi fiscali”. Sono esonerati da tale obbligo di segnalazione in dichiarazione soltanto i soggetti che, a seguito di un’istanza di interpello, hanno ricevuto dall’Agenzia delle Entrate parere favorevole riguardo alla disapplicazione della disciplina CFC.

L’obbligo di segnalazione riguarda anche i dividendi e le plusvalenze realizzate a seguito della cessione delle partecipazioni in soggetti residenti o localizzati in “paradisi fiscali”.

Infine, il sesto capitolo della Circolare è dedicato alla disciplina del credito per le imposte pagate all’estero.