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11 Marzo 2011

Reato di evasione: rilevano anche i costi sostenuti dal contribuente.

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La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 8982 dell’8 marzo 2011, ha affermato che al fine dell’accertamento dell’imposta evasa non deve tenersi conto solo degli elementi positivi di reddito. La soglia dell’imposta non versata, al superamento della quale scatta la condanna penale, deve essere determinata al netto dei costi sostenuti dal contribuente.

Infatti, afferma la Cassazione che, “ai fini dell’integrazione del reato di cui all’art. 5 del Decreto Legislativo n. 74/ 2000, punito solo ove abbia determinato una evasione di imposta pari a 77.468,53 Euro, per imposta evasa deve intendersi l’intera imposta dovuta, da determinarsi sulla base della contrapposizione tra ricavi e costi d’esercizio fiscalmente detraibili”.

Spetta, inoltre, al giudice penale il compito di procedere all’accertamento ed alla determinazione dell’ammontare dell’imposta evasa, attraverso una verifica che può venire a sovrapporsi ed anche ad entrare in contraddizione con quella eventualmente effettuata dinanzi al giudice tributario.    

 

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.

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