Roma, 15 settembre 2026. L’evoluzione della professione del commercialista richiede un dialogo costante tra le istituzioni e chi, ogni giorno, opera sul campo. È questo il filo conduttore emerso durante l’incontro pubblico promosso dall’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC), intitolato “Dalla riforma dell’ordinamento al futuro della professione di commercialista”.
Noi, come Misterfisco.it, abbiamo partecipato a questo fondamentale incontro pubblico per ascoltare le istanze della categoria.
Precisiamo che, ieri, la Camera dei Deputati ha approvato il Ddl delega C.2628-A e che ora approderà al Senato per l’approvazione definitiva. Ciò rende l’idea dell’importanza del dibattito svolto con questo incontro pubblico.
Con il coordinamento dei lavori da parte di Paolo Corsini (Direttore approfondimenti Rai), si è tenuto un tavolo di confronto essenziale per fare il punto sui cambiamenti normativi in corso e sulle necessità di una professione chiamata a rinnovarsi.
Ha aperto l’incontro il Dott. Marco Cuchel (Presidente dell’Anc) il quale da subito ha analizzato, punto per punto, le criticità da risolvere per non perdere l’occasione di avere una Riforma finalmente in linea con le esigenze degli studi professionali. Tra le sfide prioritarie rilevate dal Dott. Cuchel spiccano: aspetti normativi, ruolo del commercialista, equo compenso, opportunità, intelligenza artificiale, responsabilità diretta del commercialista, minore attrattiva verso i giovani.
Di seguito le principali tematiche discusse dai rappresentanti politici e sindacali intervenuti.
Il quadro istituzionale: lo stato dell’arte e gli sviluppi attesi
La prima parte del dibattito ha visto protagonisti gli esponenti del panorama politico, che hanno tracciato le prospettive della riforma.
Per la maggioranza, l’On. Andrea De Bertoldi (Lega) ha sottolineato l’importanza del lavoro svolto finora dal Governo, invitando la categoria a una valutazione complessiva che potrà avvenire solo con la stesura definitiva dei decreti delegati. Il suo appello è stato rivolto alla coesione della professione, un elemento fondamentale per gestire le crescenti responsabilità civilistiche e penali, provando inoltre a suggerire soluzioni concrete alla delicata questione della responsabilità diretta del commercialista.
L’On. Giulio Centemero (Lega) ha poi ripercorso le tappe dell’iter normativo, ponendo l’accento sulle potenzialità ancora inespresse nel campo dell’innovazione tecnologica, come ad esempio l’integrazione degli Smart Contract.
Sul fronte dell’opposizione, l’On. Antonio Misiani (PD) ha evidenziato come l’attuale testo di riforma possa essere ulteriormente ampliato per cogliere appieno l’opportunità di valorizzare la categoria. Tra i punti centrali del suo intervento, i cambiamenti che la professione ha subito nel tempo, e il sostegno all’applicazione dell’Equo Compenso.
A completare il quadro macroeconomico, l’On. Chiara Tenerini (Forza Italia), oltre a descrivere le criticità dell’iter normativo e le sue problematiche, ha focalizzato l’attenzione sull’importanza della territorialità e sull’impatto della digitalizzazione, sottolineando l’esigenza di ulteriori confronti per arrivare ad una ridefinizione chiara della riforma.
Le sfide per la categoria: attrattività e semplificazione
Il cuore del confronto si è spostato successivamente sulle dinamiche interne agli studi professionali, con un’attenzione particolare al ricambio generazionale.
La Dott.ssa Loredana Lesto (Consigliera dell’Anc), ha richiamato l’attenzione sull’iter di alcuni emendamenti ritenuti cruciali, ma purtroppo non sono andati a buon fine senza un chiaro riscontro per la categoria. Ha evidenziato, inoltre, come uno degli obiettivi centrali della riforma debba necessariamente essere l’attrattività verso i giovani. Attualmente, le difficoltà per la categoria rischiano di frenare l’entusiasmo delle nuove generazioni di professionisti.
Un tema approfondito anche dal Dott. Domenico Posca (Presidente dell’Unione Italiana Commercialisti) che ha puntato il dito proprio sulla scarsa attrattiva della professione. L’attività di mero “data entry” per conto l’Amministrazione Finanziaria, di cui il commercialista si deve sempre più far carico, scoraggia l’acceso alla professione. Il Dott. Posca ha, infine, auspicato una revisione dei meccanismi di approvazione dei bilanci degli Ordini per una maggiore partecipazione.
Competenze, Università e l’impatto dell’Intelligenza Artificiale
Guardando al futuro, il rinnovamento passa inevitabilmente per le nuove tecnologie e la formazione. L’On. Daniela Dondi (Fratelli d’Italia) ha illustrato la situazione della riforma della professione in atto. Inoltre ha delineato le direttrici per lo sviluppo degli studi: l’adozione dell’Intelligenza Artificiale, un percorso verso l’alta specializzazione e la centralità della consulenza strategica, vero elemento distintivo nel rapporto di fiducia con i clienti. Infatti il commercialista è il primo e diretto supporto dell’imprenditore.
Sul fronte formativo, il Dott. Natali (Presidente di Confprofessioni) ha stimolato una riflessione sul ruolo dell’Università, richiamando la necessità di percorsi accademici più allineati alle reali esigenze del mercato e analizzando il ruolo di coordinamento degli Ordini. Infine, il Dott. Luigi Pagliuca (Presidente della Cassa di previdenza dei ragionieri ed esperti contabili) ha portato l’attenzione sugli aspetti più tecnici della riforma, approfondendo il delicato perimetro dell’esclusiva professionale, del rapporto e rappresentatività dei clienti nei confronti del fisco, e delle competenze delegate.
Conclusioni: un percorso in divenire
In chiusura, il presidente Cuchel ha ripreso la parola per riassumere e commentare in maniera chiara, tutti gli interventi, provando a tracciare le linee guida da seguire per poter risolvere le criticità inizialmente sollevate.
L’incontro del 15 settembre, e la recente approvazione del testo alla Camera, confermano che la riforma dell’ordinamento è a tutti gli effetti un cantiere aperto. Sebbene questo confronto sia stato prezioso per chiarire gli aspetti procedurali della riforma e le diverse posizioni politiche, l’Anc ribadisce la necessità di ulteriori e profondi aggiustamenti strutturali, proprio attraverso la riforma a cui assistiamo proprio in questi giorni.