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Operazione di cambio merce “reso del reso”: individuata la corretta procedura di certificazione

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L’Agenzia delle Entrate si è occupata di una questione specifica relativa alla corretta certificazione dell’operazione di cambio merce “reso del reso”, ossia di nuovo cambio del bene acquistato in sostituzione del bene oggetto del primo reso.

L’istanza di interpello è stata presentata da un commerciante al dettaglio di calzature, abbigliamento, borse ed accessori che riconosce la possibilità ai propri clienti di sostituire la merce acquistata. Al momento della riconsegna del bene, l’istante registra il reso attraverso un software gestionale ed emette un documento commerciale per reso merce ed un buono di pari valore che può essere utilizzato successivamente. Nel momento in cui viene scelto il nuovo bene di pari valore, viene emesso un nuovo documento commerciale dal cui “subtotale” viene sottratto un importo pari al valore del buono in precedenza emesso e, quindi, viene riportato un totale complessivo pari a zero Euro.

La questione sottoposta all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate riguarda la corretta procedura di registrazione da adottare in caso di “reso del reso”.

L’Agenzia delle Entrate, nella Risposta n. 167 del 5 giugno 2020, ha affermato che la procedura seguita dall’istante non è corretta. Non viene, infatti, certificato correttamente il nuovo acquisto.

E’ stata, quindi, indicata la procedura corretta da seguire. In primo luogo, al momento della riconsegna del bene, deve essere emesso un documento commerciale per reso merce, in rettifica del corrispettivo del bene reso e recupero della corrispondente imposta, nel quale deve essere richiamato il documento commerciale emesso originariamente.

Al momento in cui viene consegnato il “buono” di pari valore, l’esercente non deve emettere un documento commerciale. Si tratta, infatti, di un buono “multiuso” perché non risulta destinato esclusivamente all’acquisto di beni della stessa natura, qualità e quantità. La consegna di un buono di questo tipo non determina la realizzazione del momento impositivo ai fini Iva.

Qualora l’esercente volesse comunque memorizzare in qualche modo l’operazione di consegna del buono, nel documento commerciale emesso dovrà essere indicato il codice natura “N2″ relativo alle operazioni non soggette ad Iva.

Nel momento in cui viene effettuato un nuovo acquisto, invece, dovrà essere emesso un nuovo documento commerciale, con la descrizione del bene acquistato e l’individuazione dell’importo dell’Iva. Il totale complessivo sarà pari al valore della merce acquistata. Il buono dovrà essere utilizzato come mezzo di pagamento. Nel documento commerciale dovrà, quindi, essere riportato il numero identificativo del buono utilizzato come mezzo di pagamento oppure dovrà essere utilizzata la “appendice” qualora il registratore telematico utilizzato dall’esercente lo consenta.

Al momento, poi, dell’eventuale reso del reso, dovrà essere seguita una procedura analoga a quella descritta fino a questo punto, con la precisazione che il nuovo documento commerciale per reso merce dovrà richiamare il documento emesso al momento della scelta del nuovo articolo.