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Convertito in legge il Decreto Fiscale 2020: nuove regole per il ravvedimento operoso, la compensazione dei debiti e gli interessi fiscali

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E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 dicembre 2019 il testo del Decreto Legge n. 124 del 26 ottobre 2019 (Decreto Fiscale collegato alla Legge di Bilancio per il 2020) coordinato con la relativa Legge di conversione n. 157 del 19 dicembre 2019. In sede di conversione, sono state apportate diverse modifiche alla disciplina originaria.

Evidenziamo qui alcune importanti novità fiscali:

  • ESTENSIONE DEL RAVVEDIMENTO OPEROSO AI TRIBUTI LOCALI (articolo 10-bis del Decreto Legge n. 124 del 2019). Il Decreto Fiscale 2020 ha previsto l’abrogazione del comma 1-bis dell’articolo 13 del Decreto Legislativo n. 472 del 18 dicembre 1997 (contenente le disposizioni generali in materia di sanzioni amministrative per le violazioni di norme tributarie). La disposizione abrogata stabiliva che le regole del ravvedimento operoso lungo potessero trovare applicazione esclusivamente ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate ed ai tributi doganali ed alle accise amministrati dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’abrogazione di tale disposizione determina la possibilità di applicare il ravvedimento operoso lungo anche ai tributi locali, in particolare alle violazioni in materia di Imu e di Tasi. La normativa fino ad ora vigente prevedeva che se l’omesso o tardivo versamento del’Imu e della Tasi non veniva regolarizzato entro un anno dalla scadenza originaria, la conseguente sanzione doveva essere versata in misura piena, senza possibilità di riduzioni. Ora, possono essere applicate le ulteriori tempistiche concesse dal ravvedimento operoso. Questo vuol dire che la sanzione potrà essere ridotta ad un settimo del minimo se la regolarizzazione degli errori o delle omissioni avviene entro due anni dall’omissione o dall’errore; ad un sesto del minimo se la regolarizzazione degli errori o delle omissioni avviene oltre due anni dall’omissione o dall’errore; ad un quinto del minimo se la regolarizzazione degli errori o delle omissioni avviene dopo la constatazione della violazione mediante processo verbale, ma prima dell’emissione della cartella esattoriale. Continuano a valere le altre riduzioni delle sanzioni previste nell’ambito del ravvedimento operoso (in caso di regolarizzazione entro un anno dalla violazione).
  • COMPENSAZIONE DEBITI FISCALI – CREDITI VERSO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE (articolo 37 del Decreto Legge n. 124 del 2019). In sede di conversione in legge del Decreto Fiscale 2020, è stato stabilito che le regole relative alla possibilità di compensare i debiti tributari con i crediti certificati e vantati nei confronti della Pubblica Amministrazione siano estese agli anni 2019 e 2020 con riferimento ai carichi affidati agli agenti della riscossione entro il 31 ottobre 2019.
  • INTERESSI SU VERSAMENTI, RISCOSSIONE E RIMBORSI (articolo 37 del Decreto Legge n. 124 del 2019). In sede di conversione del Decreto Fiscale 2020, sono state introdotte nuove regole anche riguardo agli interessi di natura fiscale. In particolare, il tasso di interesse per il versamento, la riscossione ed i rimborsi di ogni tributo è stato determinato in una misura compresa tra lo 0,1 % ed il 3 % (una misura, quindi, inferiore rispetto a quella prevista fino ad oggi compresa tra lo 0,5 % ed il 4,5 %). Entro questi limiti, con un Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, potranno essere stabilite delle misure differenziate per: gli interessi relativi al pagamento rateale dei tributi; alla ritardata iscrizione a ruolo; alla rateizzazione del pagamento delle cartelle esattoriali; per gli interessi di mora; per gli interessi relativi alla sospensione amministrativa della riscossione; al ritardato rimborso di imposte pagate; alla rateazione delle somme da pagare a seguito di accertamento con adesione ed in caso di acquiescenza.