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8 Ottobre 2011

Verifica fiscale: le dichiarazioni rese senza l’assistenza di un professionista possono essere acquisite legittimamente se il contribuente e’ stato adeguatamente informato.

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La Corte di Cassazione, nella Sentenza n. 19524 del 23 settembre 2011, ha riconosciuto la legittimità dell’attività di accertamento svolta nel corso di una verifica fiscale nella quale i verificatori avevano informato la società contribuente della facoltà di farsi rappresentare da un professionista di fiducia e la società non se ne era avvalsa.

La società che aveva presentato il ricorso in Cassazione sosteneva che vi era stata violazione di legge, nonché vizio di motivazione nella pronuncia dei giudici d’appello, in quanto i verificatori si erano limitati ad informare la contribuente della possibilità di farsi rappresentare (era stata utilizzata tale espressione invece di quella di farsi assistere) da un professionista o da una persona di fiducia, nel corso delle operazioni di ispezione, e non avevano in questo modo rispettato le disposizioni di legge, che parlano appunto di assistenza da parte di un professionista. La ricorrente aveva, inoltre, rilevato che nel caso di specie la facoltà di farsi assistere era di rilevante importanza, essendo l’indagine fondata sulle sole dichiarazioni del legale rappresentante della società, non assistito dal professionista, dichiarazioni che, quindi, erano state acquisite illegittimamente.

La Suprema Corte ha, invece, affermato che la sentenza impugnata non deve ritenersi viziata, in quanto nell’avere i verificatori informato il contribuente della possibilità di farsi rappresentare da un professionista, hanno forse commesso un’imprecisione lessicale, ma comunque hanno prospettato inequivocabilmente al contribuente la facoltà di avvalersi nel corso delle operazioni di un soggetto dotato di competenze tecniche.

 

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.

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