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2 Luglio 2011

Studi di settore: novita’ e correttivi per il periodo d’imposta 2010.

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Nella Circolare n. 30 del 28 giugno 2011, l’Agenzia delle Entrate ha fornito diversi chiarimenti riguardo all’applicazione degli studi di settore, in particolare a quelli che si riferiscono al periodo d’imposta 2010.

Sono state illustrate le novità più recenti in materia:

– Con riferimento al solo periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2010, la previsione di un diverso utilizzo dei risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore alle società cooperative a mutualità prevalente, ai soggetti IAS, ai soggetti che esercitano in maniera prevalente la “attività dei consorzi di garanzia collettiva fidi” o la “attività di Bancoposta”. La novità consiste nel fatto che i risultati non possono essere utilizzati per l’azione di accertamento e sono utilizzati esclusivamente per la selezione delle posizioni soggettive da sottoporre a controllo con le ordinarie metodologie.

– Approvazione, con i Decreti del 16 marzo 2011, di due ulteriori indicatori territoriali per differenziare l’applicazione degli studi di settore, tenendo conto del luogo nel quale viene svolta l’attività economica: territorialità del livello dei canoni di locazione residenziale, territorialità del livello delle retribuzioni degli intermediari del commercio su base regionale (al fine di tener conto dell’influenza a livello territoriale del costo delle retribuzioni sulla determinazione dei ricavi). Inoltre, nell’ambito dello studio di settore relativo al commercio al dettaglio dell’abbigliamento, calzature e pelletterie e accessori, sono state individuate delle aree di mercato (“aree gravitazionali”) influenzate dalla presenza degli Outlet. Si ricorda, altresì, che tale studio di settore rappresenta la seconda elaborazione, dopo lo studio relativo alle costruzioni, di studi di settore su base regionale.    

– Introduzione di una nuova modalità di stima dell’apporto dei soci amministratori ai fini della determinazione presuntiva dei ricavi basata sugli studi di settore. In realtà questa modalità era stata già applicata per gli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2009. La metodologia di stima è fondata sulle “teste”, normalizzate in base alla percentuale di lavoro svolto, mentre prima veniva utilizzata la metodologia fondata sulle “spese” sostenute per la remunerazione dell’attività prestata. Questa novità riguarda, in particolare, tutti i nuovi studi relativi alle attività economiche dei settori delle manifatture, del commercio e dei servizi.

Nella Circolare del 28 giugno 2011 sono state anche ricordate le quattro tipologie di correttivi che dovranno essere applicate in sede di valutazione dei risultati degli studi di settore:

– la modifica del funzionamento dell’indicatore di normalità economica “durata delle scorte”. Si applica ai soggetti che presentano, contemporaneamente, la riduzione dei ricavi dichiarati ai fini della congruità nel periodo 2010 rispetto al 2009 ed una situazione di coerenza delle rimanenze iniziali;
– i correttivi specifici per la crisi. Questi riguardano il settore degli studi odontoiatrici e quello del trasporto merci su strada;
– i correttivi congiunturali di settore, per tutti gli studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2010;
– i correttivi congiunturali individuali, anche in questo caso relativi a tutti i 206 studi di settore in vigore, ed in particolare applicabili ai soggetti che hanno presentato nel 2010 una situazione di crisi. Tali correttivi sono stati elaborati tenendo conto della ritardata percezione dei compensi a fronte delle prestazioni rese e della contrazione dei costi variabili.

Nella Circolare sono, inoltre, illustrate le principali novità della modulistica relativa agli studi di settore.

E’ stato, altresì, ricordato che, anche per il 2011, sono state inviate le comunicazioni relative a particolari anomalie che possono essere originate dalla omessa o non corretta indicazione di dati per l’applicazione degli studi o dal comportamento di soggetti che, seppure tenuti, non hanno presentato il modello dei dati rilevanti per lo studio di settore. Queste comunicazioni hanno come fine quello di scoraggiare la reiterazione di eventuali comportamenti non corretti. Nel caso nel quale le anomali evidenziate siano riscontrate anche nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2011 il contribuente verrà inserito in apposite liste selettive utilizzate per i controlli fiscali.

E’ stata, infine, ricordata la possibilità di utilizzare il software messo a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per segnalare, entro la fine di dicembre, eventuali circostanze in grado di giustificare lo scostamento dalle risultanze degli studi di settore.

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.

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