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17 Settembre 2011

Attivita’ di consulenza giuridica dell’Agenzia delle Entrate: in una Circolare tutte le istruzioni in materia.

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Con la Circolare n. 42 del 5 agosto 2011, l’Agenzia delle Entrate, facendo seguito alla propria Circolare del giugno 2010, nella quale erano state impartite le istruzioni relative alla trattazione delle istanze di interpello, ha voluto completare l’esame dell’attività di interpretazione delle norme tributarie, svolta dall’Amministrazione finanziaria, fornendo delle specifiche istruzioni riguardo al servizio di consulenza giuridica.

L’Agenzia delle Entrate ha così definito la consulenza giuridica: attività interpretativa finalizzata all’individuazione del corretto trattamento fiscale di fattispecie riferite a problematiche di carattere generale.

Non esiste una disciplina normativa alla base di tale attività, a differenza di quanto avviene per il procedimento dell’interpello.

Attraverso l’attività interpretativa esercitata dall’Amministrazione finanziaria mediante le consulenze giuridiche viene uniformato il comportamento delle strutture territoriali dell’Agenzia delle Entrate. La consulenza giuridica è, inoltre, uno strumento con rilevanza esterna, a disposizione dei contribuenti.

Le richieste di consulenza giuridica hanno origine dalla necessità di chiarimenti riguardo a problematiche di carattere generale che possono essere prospettate dagli uffici dell’Amministrazione finanziaria (consulenza interna), dalle associazioni sindacali e di categoria e dagli ordini professionali, dalle amministrazioni statali, dagli enti pubblici, dagli enti territoriali e da altri enti istituzionali operanti con finalità di interesse pubblico (consulenza esterna).

Sono trattate dalle Direzioni Regionali le istanze di consulenza giuridica presentate da soggetti a rilevanza regionale, come gli uffici periferici dell’Amministrazione finanziaria o gli ordini professionali che esprimono interessi nell’ambito di una Regione.

Invece, è precisato nella Circolare in esame, i quesiti di particolare complessità, quelli che si riferiscono a norme sulle quali l’Agenzia non si è mai pronunciata, quelli che incidono su chiarimenti già forniti in precedenti Circolari o Risoluzioni ed i quesiti che presuppongono la soluzione di questioni alle quali sono sottesi interessi diffusi su tutto il territorio nazionale vengono trasmessi, entro 90 giorni dalla ricezione, alla Direzione Centrale Normativa, unitamente ad un parere della Direzione Regionale nel quale viene prospettata la soluzione ritenuta corretta.

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che le istanze di consulenza giuridica non sono soggette ad imposta di bollo e devono essere presentate a mano o mediante raccomandata con avviso di ricevimento. Se presentate ad un ufficio non competente, quest’ultimo provvederà a trasmetterle tempestivamente all’ufficio competente per la trattazione ed a darne comunicazione al soggetto richiedente.

Nel caso di una consulenza esterna, l’Agenzia fornirà un parere motivato non vincolante né per il soggetto istante, né per i soggetti rappresentati dall’istante. Nel caso di consulenza interna, con la risposta l’Agenzia eserciterà un’attività di indirizzo e coordinamento finalizzata all’uniformazione del comportamento delle strutture coinvolte nelle fasi di attuazione del prelievo tributario.

Le istanze devono essere qualificate come istanze di consulenza giuridica. In esse devono essere indicati i dati identificativi del richiedente ed i recapiti per l’invio delle comunicazioni dell’Agenzia.

In via generale, gli uffici competenti dell’Agenzia si impegnano a fornire una risposta alle istanze di consulenza giuridica entro un termine non superiore a 120 giorni dalla ricezione e possono comunque richiedere ulteriore documentazione ad integrazione delle istanze.

Nelle richieste di consulenza esterna, nel quesito di carattere generale devono essere evidenziati con precisione gli argomenti sui quali sussiste il dubbio interpretativo.

L’Agenzia delle Entrate non potrà rispondere, è stato ancora precisato nella Circolare del 5 agosto 2011, alle istanze di consulenza volte a richiedere il riesame di precedenti atti emanati dall’Amministrazione finanziaria. Inoltre, rimarranno fermi gli esiti dell’attività impositiva già esercitata o del contenzioso eventualmente in corso nei confronti dei contribuenti.

Riguardo alle istanze di consulenza giuridica interna, generalmente presuppongono l’esistenza di un’attività da parte dell’Amministrazione finanziaria nei confronti di contribuenti, attività rispetto alle quali gli uffici competenti hanno sollevato dei dubbi sulla corretta interpretazione e sulla portata delle norme tributarie. Nell’istanza deve essere messo in rilievo il quesito di diritto rispetto al quale è richiesto il parere.
 

a cura dell’Avv. Raffaella De Vico.

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