La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio consiste in una detrazione IRPEF scaturita dai costi sostenuti per le ristrutturazioni delle abitazioni e delle parti comuni degli edifici residenziali situati sul territorio dello Stato Italiano. La detrazione è suddivisa in un periodo di 10 anni per rate dello stesso importo.
E’prevista un’aliquota iva ridotta in base al lavoro eseguito.
Detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio: beneficiari.
Possono godere della detrazione in oggetto:
- i proprietari o i nudi proprietari;
- i titolari dei diritti reali di godimenti, quali: l’usufrutto, l’uso, l’abitazione, la superficie;
- i locatori o i comodatari di un immobile;
- i soci di cooperative a proprietà divisa o indivisa, rispettivamente possessori o detentori;
- gli imprenditori individuali, per gli immobili che non rientrano nei beni strumentali o nelle merci;
- il familiare convivente del possessore o il detentore dell’immobile oggetto dell’intervento;
- il coniuge separato ma intestatario dell’immobile intestato all’altro coniuge;
- il convivente di fatto del possessore o del detentore dell’immobile;
- il futuro acquirente, previa contratto preliminare.
Detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio: misure e limiti.
Le detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio, hanno percentuali diverse a seconda del tipo di immobile, del periodo in cui sono state sostenute le spese e hanno un limite massimo di spesa sostenuta, ovvero:
- detrazione del 50%, per le spese sostenute per tutte le abitazioni principali dal proprietario o dal titolare del diritto di godimento dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2024, per un limite massimo fino a 96.000,00 euro;
- detrazione del 50%, per le spese sostenute per tutte le abitazioni principali dal proprietario o dal titolare del diritto di godimento, nel 2025, per un limite massimo fino a 96.000,00 euro;
- detrazione del 36%, per le spese sostenute per gli altri casi nel 2025, per un limite massimo fino a 96.000,00 euro;
- detrazione del 36%, per le spese sostenute per tutte le abitazioni principali dal proprietario o dal titolare del diritto di godimento, nel biennio 2026-2027 per un limite massimo fino a 96.000,00 euro;
- detrazione del 36%, per le spese sostenute per gli altri casi nel biennio 2026-2027, per un limite massimo fino a 96.000,00 euro;
- detrazione del 30%, per le spese sostenute per tutte le abitazioni principali dal proprietario o dal titolare del diritto di godimento nel biennio 2028-2033, per un limite massimo fino a 48.000,00 euro;
- detrazione del 36%, per le spese sostenute per tutte le abitazioni dal 2034, per un limite massimo fino a 48.000,00 euro.
Detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio: quali interventi vi rientrano?
Rientrano nella detrazione le spese sostenute per:
- la manutenzione ordinaria delle parti comuni. Fanno parte della manutenzione ordinaria i lavori riguardanti:
- la sostituzione integrale o parziale dei pavimenti e la relativa opera di rifinitura;
- la riparazione di impianti idraulici;
- l’impianto per lo smaltimento delle acque bianche o nere;
- lo spurgo e la pulizia delle fosse biologiche;
- la sostituzione integrale o parziale dei rivestimenti e tinteggiatura esterni;
- il rifacimento degli intonaci interni e la tinteggiatura;
- il rifacimento dei pavimenti esterni senza enormi modifiche;
- la sostituzione di tegole o rinnovo delle impermeabilizzazioni;
- le riparazioni di balconi e terrazzi;
- la riparazione delle recinzioni;
- la sostituzione di elementi degli impianti tecnologici;
- la sostituzione di infissi esterni, serramenti o persiane con serrande senza modificare la tipologia dell’infisso;
- la manutenzione straordinaria nelle parti comuni;
- il restauro e il risanamento conservativo delle parti comuni;
- la ristrutturazione edilizia delle parti comuni;
- la manutenzione straordinaria di una singola abitazione;
- il restauro o il risanamento conservativo di una singola abitazione;
- la ristrutturazione edilizia di una singola abitazione;
Detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio: come rientrare nella detrazione.
Per usufruire della detrazione i documenti di cui si deve essere muniti, sono:
- la/e fattura/e dei lavori;
- la/e ricevuta/e del pagamento con bonifico bancario o postale parlante, contenente:
- la causale del versamento;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- la partita iva o il codice fiscale dell’intestatario della fattura.
- La documentazione catastale e dei lavori inerente l’immobile ed eventuali pagamenti delle tasse inerenti ad esso (accatastamento, IMU, consenso esecuzione lavori);
- verbale dell’assemblea dell’approvazione dei lavori per quanto riguarda i condomini
Detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio: quando si trasferisce la detrazione.
La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio può essere trasferito ad un altro soggetto purché sia in possesso dell’abitazione al 31 dicembre dell’anno interessato, nei seguenti casi:
- nel caso di vendita dell’immobile, cessione a titolo gratuito o permuta, salvo stabilito diversamente, le restanti rate decennali della detrazione passano al nuovo proprietario dell’immobile;
- nel caso sia costituito un usufrutto, sia a titolo gratuito che oneroso, le restanti rate decennali della detrazione restano al nudo proprietario;
- nel caso di un’eredità, le restanti rate decennali della detrazione passano all’erede dell’immobile.
Detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio: normativa.
- Art. 16bis del Dpr n. 917/86 (Testo Unico Imposte sui Redditi);
- Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025);
- Legge n. 449/1997;
- Legge n. 214/2011;
- Legge n. 76/2016;
- Dpr n. 223/1989;
- Dpr n. 380/2001;
- Circolare 8/E del 19 giugno 2025;
- D.L. n. 63/2013;
- Direttiva UE n. 844/2018;
Detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio: fonte.
- Agenzia delle Entrate.