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Saggi
27 Febbraio 2026
7 Minuti di lettura

Calcolo dell’Irpef con Partita IVA: come avviene?

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Come avviene il calcolo dell’Irpef con Partita IVA? Se hai la Partita IVA in regime ordinario, calcolare correttamente l’IRPEF è fondamentale per evitare brutte sorprese e sapere quanto accantonare durante l’anno.

Avviare un’attività di lavoro autonomo – come libero professionista o titolare di ditta individuale – comporta diversi obblighi fiscali, tra cui il calcolo e il versamento dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Comprendere come funziona questo meccanismo è fondamentale per gestire correttamente la propria attività e ottimizzare il carico fiscale. Scopriamo in questa fiscale come avviene il calcolo dell’Irpef con Partita IVA. Per chi avvia un’attività autonoma, comprendere il funzionamento dell’IRPEF non è solo un obbligo, ma uno strumento di gestione strategica.

Conoscere le deduzioni e pianificare correttamente le spese consente di ridurre il carico fiscale in modo legittimo ed efficace. È fondamentale tener presenti le novità che periodicamente incidono sul calcolo e sul pagamento dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). Per il 2026 cambiano nuovamente le aliquote, mentre resta inalterata la regola che impone di versare le somme dovute con modello F24 online e esclusivamente in modalità telematica.

Calcolo dell’Irpef: la rilevanza delle deduzioni

L’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) è stata introdotta in Italia nel 1973 con la riforma tributaria (D.P.R. n. 597/1973) ed è tutt’oggi la principale imposta diretta del sistema fiscale italiano. Si tratta di un’imposta personale dal momento che colpisce il reddito complessivo della persona fisica, progressiva (l’aliquota aumenta al crescere del reddito, secondo scaglioni), diretta, grava direttamente sul contribuente in base alla sua capacità contributiva (art. 53 della Costituzione).

Irpef trova applicazione ai redditi percepiti dalle persone fisiche, tra cui i redditi di lavoro autonomo. L’imposta viene calcolata sul reddito complessivo, al netto degli oneri deducibili, e successivamente si applicano le aliquote progressive per scaglioni, dalle quali si sottraggono eventuali detrazioni (per lavoro, familiari a carico, spese sostenute, ecc.).

Per calcolare correttamente l’IRPEF non basta conoscere le aliquote e gli scaglioni: per liberi professionisti e ditte individuali, l’imposta si determina partendo dal reddito imponibile, che si ottiene sottraendo al fatturato i costi deducibili. Per chi opera in regime ordinario, il calcolo segue questi passaggi: dal fatturato totale è possibile sottrarre le spese deducibili. Sul reddito imponibile si applicano le aliquote Irpef. In ambito fiscale, dedurre significa ridurre la base imponibile prima del calcolo dell’imposta.

Facciamo un esempio:

  • Fatturato: 50.000 €
  • Spese deducibili: 20.000 €
  • Reddito imponibile: 30.000 €

L’IRPEF viene calcolata su 30.000 € e non su 50.000 €. Per professionisti e ditte individuali, tra le spese tipicamente deducibili troviamo: affitto dello studio, utenze, compensi a collaboratori, contributi previdenziali, strumentazione e attrezzature, spese di formazione e spese di rappresentanza (nei limiti previsti). Nel Regime forfettario il sistema cambia: non si deducono le spese reali, trova applicazione un coefficiente di redditività e si paga un’imposta sostitutiva (5% o 15%).

Il principio di inerenza

Uno dei requisiti fondamentali per la deduzione delle spese nell’ambito dell’attività d’impresa o professionale è il principio di inerenza, previsto dall’Agenzia delle Entrate e disciplinato dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi). Per essere fiscalmente deducibile, una spesa deve essere collegata all’attività svolta; essere documentata in modo corretto e essere finalizzata alla produzione di ricavi o alla conservazione dell’impresa.

Non è necessario che la spesa generi direttamente un ricavo, ma deve essere coerente e funzionale all’attività esercitata. Separare le finanze personali da quelle lavorative consente di evitare contestazioni fiscali in caso di controlli, dimostrare più semplicemente l’inerenza delle spese, monitorare la redditività dell’attività e tenere una contabilità quanto più chiara possibile.

Calcolo dell’Irpef: scesa la seconda aliquota

Per calcolare correttamente l’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche) dopo aver determinato la base imponibile, bisogna applicare il sistema a scaglioni progressivi previsto dalla normativa italiana. L’IRPEF è disciplinata dal Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) ed è un’imposta progressiva: ciò significa che l’aliquota aumenta al crescere del reddito. Le aliquote si applicano per fasce di reddito, non sull’intero importo:

  • 23% fino a 28.000 €
  • 35% da 28.001 € a 50.000 €
  • 43% oltre 50.000 €

Ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che rientra in quello scaglione. Supponiamo un reddito imponibile di 35.000 €:

  • 23% su 28.000 € = 6.440 €
  • 35% su 7.000 € (35.000 – 28.000) = 2.450 €

IRPEF lorda = 8.890 €

L’importo così calcolato è l’IRPEF lorda. Successivamente vanno considerate detrazioni (lavoro dipendente, pensione, familiari a carico, ecc.), crediti d’imposta e addizionali regionali e comunali. Solo dopo queste operazioni si ottiene l’IRPEF netta effettivamente dovuta.

Calcolo Irpef: scadenze

Dal punto di vista dei termini di versamento dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), le principali scadenze da segnare in calendario sono due:

  • 30 giugno: scadenza per il saldo relativo all’anno precedente e per il primo acconto dell’anno in corso, con possibilità di rateizzazione dell’importo dovuto;
  • 30 novembre: scadenza del secondo acconto, da versare in un’unica soluzione.

È importante ricordare che il calendario fiscale può essere soggetto a rimodulazioni, proroghe o modifiche normative, spesso introdotte tramite decreti o provvedimenti dell’amministrazione finanziaria. Per questo motivo è fondamentale restare aggiornati sulle eventuali variazioni che possono incidere sui termini di versamento, così da evitare sanzioni o interessi per ritardi nei pagamenti.

Per maggiori informazioni, puoi richiedere una consulenza personalizzata allo staff di Mister Fisco.

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