L’Agenzia delle Entrata ha il potere di riclassificare il bilancio? La risposta a questo quesito deve essere ricercata in alcuni interessanti orientamenti giurisprudenziali in materia di modifiche apportate alle poste di bilancio di una società di capitali da parte dell’amministrazione tributaria.
L’amministrazione tributaria può legittimamente provvedere alla rettifica delle poste di bilancio di una società di capitali, andando a contestare i criteri di classificazione utilizzati al fine ultimo di far emergere una pretesa impositiva maggiore. Questo potere dell’Agenzia delle Entrate è sancito da tutte le normative antielusive che permettono all’Agenzia delle Entrate non solo di controllare le scritture contabili ma anche di operare l’accertamento in via previsionale.
I fatti oggetto della controversia
La controversia concerne una società immobiliare a cui l’amministrazione tributaria ha inviato una notifica contenente un avviso di accertamento recante la modifica della dichiarazione dei redditi presentata ai fini IRPEG nel periodo d’imposta 2003. Secondo l’Agenzia delle Entrate la società era “di comodo” in quanto era stata esercitata l’attività di locazione dell’unico bene immobiliare acquistato dopo la sua costituzione. L’immobile era iscritto tra le voci dell’attivo circolante.
Secondo l’AdE il bene immobiliare doveva essere riclassificato tra le voci delle immobilizzazioni materiali. Non solo, a parare dell’amministrazione tributaria era realizzate le ipotesi previste dall’articolo 30 della Legge n. 724 del 1994 (“Società di comodo”). La società aveva proposto ricorso, il quale era stato accolto dalla CTP. L’appello successivo proposto dall’amministrazione tributaria veniva bocciato dalla CTR. Per i giudici di secondo grado per negare le risultanze contenute nel bilancio di esercizio è necessario proporre un’azione di natura penale.
In assenza della stessa è precluso al Fisco il potere di modificare le voci di bilancio riclassificando un asset tra le immobilizzazioni quando, secondo la società, tale bene è inserito nell’attivo circolante. Il Fisco italiano ha impugnato la sentenza e ha proposto ricorso per Cassazione, a seguito della violazione dell’articolo 39 DPR n. 600 del 1973.
La decisione
L’oggetto della contesa concerne l’estensione del perimetro entro il quale l’Agenzia delle Entrate ha il potere di modificare un documento contabile, il bilancio d’esercizio, ottenendone un maggiore reddito imponibile. A parere della società immobiliare, il bilancio è un documento contabile che fa fede fino all’esercizio di un’azione penale. Gli Ermellini contestano tale supposizione ed affermano che l’organo amministrativo della società ha il compito di redigere il bilancio di esercizio e non riveste la qualità di ufficiale pubblico.
Ai sensi dell’articolo 2700 Codice civile il bilancio non è considerato annoverabile tra gli atti che fanno piena prova della corrispondenza al vero delle attestazioni in esso contenute. L’Agenzia delle Entrate può esercitare in modo del tutto legittimo l’azione accertativa finalizzata a verificare la veridicità delle scritture contabili e non a deliberare la validità delle delibere dell’organo assembleare che ha approvato il bilancio. Tale azione non è soggetta al termine dei tre anni di decadenza previsto per impugnare la delibera dell’adunanza assembleare dei soci di approvazione del bilancio.
La possibilità per il l’amministrazione fiscale di rettificare il bilancio al fine ultimo di far emergere la sussistenza di un credito tributario evaso è prevista dalla normativa antielusiva, che permette di procedere all’AdE ad ispezioni e controlli sulle scritture contabili. È onere del giudice investito del ricorso di procedere accertare che la riclassificazione delle poste di bilancio sia più o meno corretta ed idonea a giustificare la maggiore pretesa dell’imposizione.
Riclassificare il bilancio d’esercizio
La riclassificazione di bilancio è un processo che permette di riorganizzare le voci contenute nello Stato Patrimoniale e nel Conto Economico in modo tale da ottenere utili e significative informazioni sulla situazione finanziaria, economica e patrimoniale dell’impresa. Questa operazione permette di apportare correzioni agli errori che vengono commessi nella registrazione iniziale delle voci di bilancio, di ordinare le attività e le passività sulla base della durata residua e del saldo.
La riclassificazione di bilancio permette di raggruppare le voci di bilancio in categorie omogenee e di analizzarle secondo specifici criteri, come la reddittività, solidità patrimoniale e liquidità. La riclassificazione di bilancio permette di migliorare la comprensione della situazione finanziaria da parte dei vari portatori di interessi, semplifica l’analisi di bilancio in quanto consente di calcolare gli indici di bilancio più rilevanti, permette di eseguire una valutazione della performance aziendale in termini di solidità patrimoniale, redditività e liquidità, mantenere l’accuratezza e l’integrità dei dati finanziari e supportare le decisioni strategiche.
La riclassificazione di bilancio consente di apportare la correzione di errori contabili, procedere alla riassegnazione di passività e cambiare la destinazione d’uso di un bene. I benefici derivanti da questa operazione sono ascrivibili ai seguenti: migliore analisi delle performances aziendali, maggiore trasparenza del documento contabile, migliore comunicazione con i portatori di interessi, supporto decisionale e migliore rappresentazione delle prestazioni d’azienda. Questa operazione è rilevante per l’analisi finanziaria di un’azienda, permette di ottenere rilevanti informazioni sullo stato di salute dell’impresa, è possibile valutare la prestazione ed assumere decisioni strategiche, oltre che controllare l’andamento dell’impresa nel corso del tempo.
Per maggiori informazioni sulla riclassificazione di bilancio è possibile contattare Mister Fisco.