IAS 38 Attività immateriali – Rilevazione e valutazione

Attività immateriali acquisite in un’aggregazione aziendale

35 Se un’attività immateriale acquisita in un’aggregazione aziendale è separabile o deriva da diritti contrattuali o da altri diritti legali, esistono sufficienti informazioni per valutare in modo attendibile il fair value (valore equo) dell’attività. Se, per le stime utilizzate per determinare il fair value (valore equo) di un’attività immateriale vi è un intervallo di risultati possibili con diverse probabilità, tale fattore di incertezza concorre alla valutazione del fair value (valore equo) dell’attività.

36 Un’attività immateriale acquisita in un’aggregazione aziendale potrebbe essere separabile, ma soltanto insieme ad un’attività o passività identificabile contrattuale collegata. In tali casi, l’acquirente rileva l’attività immateriale separatamente dall’avviamento ma insieme all’elemento collegato.

37 L’acquirente può rilevare un gruppo di attività immateriali complementari come un’unica attività a condizione che le singole attività del gruppo abbiano vite utili similari. Per esempio, i termini «marca» o «nome della marca» sono spesso utilizzati come sinonimi per i marchi di fabbrica e altri marchi. Tuttavia, i primi sono termini di marketing generici tipicamente utilizzati con riferimento a un gruppo di attività complementari quali un marchio di fabbrica (o un marchio di servizi) e il suo relativo nome commerciale, formule, ricette e competenza tecnica.

38 Le uniche circostanze in cui potrebbe non essere possibile valutare attendibilmente il fair value (valore equo) di un’attività immateriale acquisita in un’aggregazione aziendale sono quelle in cui l’attività immateriale deriva da diritti legali o altri diritti contrattuali e, alternativamente:

a) non è separabile; o
b) è separabile, ma non vi è esperienza o evidenza di operazioni di scambio per le stesse attività o attività simili, e stimare il fair value (valore equo) dipenderebbe da variabili non misurabili.

39 I prezzi quotati in un mercato attivo forniscono la stima più attendibile del fair value (valore equo) di un’attività immateriale (cfr. anche paragrafo 78). Il prezzo di mercato corretto è solitamente il prezzo dell’offerta attuale. Se i prezzi di offerta attuale non sono disponibili, il prezzo della più recente operazione similare può fornire una base da cui partire per stimare il valore attuale, purché non vi sia stato alcun rilevante cambiamento nelle circostanze economiche tra la data dell’operazione e la data alla quale è stimato il fair value (valore equo) dell’attività.

40 Se non esiste alcun mercato attivo per un’attività immateriale, il suo fair value (valore equo) è l’importo che l’entità avrebbe pagato per l’attività alla data dell’acquisizione in una libera transazione tra parti consapevoli e disponibili, sulla base delle migliori informazioni disponibili. Nel determinare tale importo, l’entità tiene conto del risultato di operazioni recenti per attività similari. Per esempio, un’entità può applicare dei multipli, che riflettono le attuali operazioni di mercato, ai fattori che determinano la redditività dell’attività (come i ricavi, l’utile operativo o gli utili prima di interessi, imposte, ammortamenti e svalutazioni).

41 Le entità coinvolte nell’acquisto e nella vendita di attività immateriali possono avere sviluppato tecniche per stimare i loro fair value (valori equi) in via indiretta. Queste tecniche possono essere usate per la misurazione iniziale di un’attività immateriale acquisita in un’aggregazione aziendale se la loro finalità è quella di stimare il fair value (valore equo) e se riflettono le operazioni e le prassi correntemente utilizzate nel settore industriale cui appartiene l’attività. Tali tecniche comprendono, per esempio:

a) l’attualizzazione dei futuri flussi finanziari netti stimati dell’attività; o
b) la stima dei costi non sostenuti dall’entità a seguito del possesso dell’attività immateriale, e per il fatto di non aver bisogno:

i) di prenderla in licenza da terzi in una libera transazione (come nell’approccio «ritorno dalle royalty», utilizzando i flussi finanziari netti attualizzati); o
ii) di ricrearla o sostituirla (come nell’approccio al costo).

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