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Novità Iva
Scritto da:
15 Marzo 2024
4 Minuti di lettura

Riemerge il credito Iva dopo la non attività biennale

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La mancanza di attività per due anni consecutivi porta alla riapparizione del credito IVA. Questo è quello sottolineato dalla risposta n.10 del 17 gennaio 2024. Le norme legali indicano che l’eccedenza fiscale verrà persa definitivamente se le società non superano il “test” per tre periodi consecutivi.

Il caso specifico del credito IVA riemerso dopo due anni di inattività

Se una società è stata non operativa solo per gli anni fiscali 2009 e 2010, e non anche per il 2011. Questa si trova in una situazione che esclude l’applicazione della normativa “punitiva” dell’articolo 30 della legge n. 724/1994. Infatti, l’Agenzia delle Entrate afferma che la società, essendo congruente e coerente con gli studi di settore, come indicato nella dichiarazione Mod. Unico SP 2012, può recuperare il credito IVA erroneamente rimborsato durante il periodo di inattività.

Il secondo periodo del comma 4 dell’articolo 30 stabilisce che se un contribuente risulta non operativo per tre periodi fiscali consecutivi. L’eccedenza di credito dell’imposta non può essere utilizzata per compensare l’IVA a debito nei periodi successivi, portando alla perdita definitiva del credito. Tuttavia, se per il 2011 la società è esclusa da questa disposizione, può rigenerare il credito IVA e ripagarlo attraverso i pagamenti rateali concordati con l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.

Risoluzione n. 452 del 2008 sulle compensazioni indebite del credito

L’Agenzia richiama la risoluzione n. 452/2008, che stabilisce le modalità per correggere le compensazioni indebite del credito IVA, indicando che il credito ripristinato può essere utilizzato per compensare eventuali debiti futuri, previo versamento di interessi e sanzioni.

Le istruzioni per il modello IVA 2023 chiariscono che il credito ripristinato può essere indicato nel rigo VL40 della dichiarazione annuale IVA, e può essere utilizzato per richiedere un rimborso o per compensare altri debiti. Tuttavia, l’utilizzo del credito è soggetto alla sua esposizione nella dichiarazione annuale. Questo è particolarmente importante nel caso in esame, dove il credito viene ripristinato attraverso pagamenti rateali o addebiti diretti sul conto corrente, come previsto per i pagamenti alla Riscossione.

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