Operazioni intracomunitarie: verifiche non puramente formali

Con Nota n. prot. 2007/123021, l’Agenzia delle Entrate, in risposta ad una richiesta formulata da un’associazione imprenditoriale in riferimento ai controlli eseguiti sulle operazioni intracomunitarie, ha chiarito che l’obiettivo primario di questo tipo di verifiche è quello di individuare i negozi giuridici simulati e non quello di esaminare gli aspetti prettamente formali di dette operazioni.

La questione riguardava la non corretta o mancata attribuzione della partita IVA ai soggetti comunitari nei confronti dei quali gli operatori italiani avevano effettuato delle cessioni intracomunitarie.

Secondo l’Agenzia delle Entrate qualora sia dimostrabile che i rapporti commerciali con il soggetto appartenente ad uno Stato membro sia stato correttamente eseguito in base alla prova documentale e contabile, l’errata o mancata indicazione della partita IVA del cessionario comunitario, da parte del soggetto italiano, non integra una fattispecie sanzionabile, in quanto non esiste una disposizione ad hoc che stabilisca una presunzione legale che riqualifichi la cessione intracomunitaria non imponibile ad operazione soggetta ad IVA.

Fonte:  www.seac.it

 

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