La caparra trattenuta in caso di disdetta non sconta l’IVA

Con Sentenza 18 luglio 2007 (procedimento C-277/05) la Corte di Giustizia Europea ha ritenuto non imponibile ai fini IVA la caparra versata dal cliente al momento della prenotazione della camera e successivamente trattenuta dall’albergatore come risarcimento a seguito della disdetta della prenotazione.

Secondo la Corte di Giustizia, la somma trattenuta non costituisce il corrispettivo di una prestazione resa dall’albergatore ai propri clienti, bensì un importo forfetario a titolo di risarcimento per inadempimento contrattuale. Scopo della caparra, infatti, è quello di permettere alla parte che l’ha versata di sottrarsi all’obbligazione nascente dal contratto perdendo la somma corrisposta e, alla controparte di venir meno ai propri obblighi contrattuali restituendo il doppio della somma versata a titolo di caparra.

Fonte:  www.seac.it

 

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