Studi di settore: chiarimenti e criteri di applicazione per i multipunto/multiattività

Con Comunicato 3 luglio 2007, frutto di un incontro avvenuto il giorno prima il viceministro dell’Economia ed i rappresentanti delle categorie firmatarie del protocollo d’intesa sugli studi di settore e per lo sviluppo delle PMI, sono stati forniti chiarimenti (proposti come emendamenti al DDL n. 1485, in discussione al Senato in merito) a taluni aspetti contenuti nel precedente Comunicato 27 giugno 2007. Nello specifico, è stato chiarito che:

  • a causa del mancato preventivo parere della commissione esperti finalizzato alla definizione degli indicatori di normalità economica, sino alla revisione degli studi, l’adeguamento può avvenire al valore minimo derivante dall’applicazione dei medesimi indicatori, purché tale valore non sia inferiore a quello di congruità puntuale previsto dagli studi;
  • fino alla sostituzione degli indicatori approvati con Decreto 20 marzo 2007, gli eventuali accertamenti, per la parte relativa ai ricavi che scaturisce dall’applicazione degli indicatori di normalità economica, devono essere motivati dall’Agenzia delle Entrate;
  • in sede di revisione ordinaria degli studi, l’indicatore “valore aggiunto per addetto” sarà sostituito con l’indicazione di intervalli di costi coerenti con l’attività esercitata dall’impresa. Il citato indicatore sarà utilizzato dalle Entrate come variabile di controllo in sede di selezione degli accertamenti.

Merita infine evidenziare, che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale 3 luglio 2007, n. 152, il Decreto 25 maggio 2007, con il quale il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha disposto i criteri per l’applicazione degli studi di settore ai contribuenti che esercitano due o più attività d’impresa ovvero una o più attività in diverse unita’ di produzione o di vendita.

Fonte:  www.seac.it

 

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