Studi di settore: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate e pubblicazione nuovi studi in G.U.

Con Circolare 1º aprile 2008, n. 31, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti in merito all’applicazione degli studi di settore per le imprese che esercitano più attività a seguito delle semplificazione degli obblighi di annotazione separata delle componenti rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi introdotte con decreto 11 febbraio 2008.

Ai fini dell’utilizzo degli studi di settore in sede di accertamento il nuovo criterio adottato prevede l’applicazione dello studio relativo all’attività prevalente intesa come “quella da cui deriva nel periodo d’imposta la maggiore entità dei ricavi“. In pratica, chi esercita più attività d’impresa deve valutare se le attività esercitate sono comprese nello stesso studio di settore; in tale ipotesi, ai fini della determinazione dell’attività prevalente, si devono sommare i ricavi provenienti dalle attività che, seppur contraddistinte da diversi codici attività, rientrano nel campo di applicazione dello stesso studio di settore. Non è dunque più possibile applicare gli studi anche alle attività non prevalenti (mediante “GE.RI.CO Annotazione separata” che, di conseguenza, risulta abolito).

Le risultanze degli studi, applicati tenendo conto del criterio dell’attività prevalente, possono essere utilizzate ai fini dell’accertamento, con decorrenza dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008.

Infine, sono stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale 31 marzo 2008, n. 76, cinque decreti, tutti datati 6 marzo 2008 con i quali sono state approvate le evoluzioni degli studi di settore di alcune attività professionali, del commercio, delle manifatture e dei servizi e sono state individuazione le nuove aree territoriali omogenee in base alle quali verranno differenziate le modalità di applicazione degli studi.

 

Fonte:  www.seac.it

 

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