I compensi per l’attività di utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura non sono componenti del reddito agrario.

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Con la Risoluzione n. 74 del 26 luglio 2010, l’Agenzia delle Entrate ha affrontato un’importante questione relativa all’attività di utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura. Si trattava di stabilire se i compensi che ne conseguono rientrano o meno nella categoria del reddito agrario ai fini delle imposte sul reddito.

L’Agenzia delle Entrate ha ritenuto necessario valutare se quest’attività costituisca una fase vera e propria della coltivazione e, quindi, ai sensi dell’art. 32 del TUIR, possa considerarsi come attività agricola produttiva di reddito agrario.   

La conclusione è in senso negativo. Nella Risoluzione viene, infatti, evidenziato come l’attività di utilizzazione e smaltimento dei fanghi in agricoltura si configuri piuttosto come una prestazione di servizi che l’azienda agricola pone in essere in esecuzione di un contratto. In particolare, questa prestazione di servizi produce due diverse tipologie di corrispettivi, fiscalmente riconducibili a due diverse categorie di reddito:

- un compenso erogato all’azienda agricola per il solo fatto di impegnarsi a ricevere i fanghi, riconducibile alla categoria dei redditi diversi;

- un compenso eventuale nel solo caso in cui sia l’azienda agricola stessa a distribuire i fanghi sul proprio terreno, compenso riconducibile alla categoria dei redditi d’impresa. Questo compenso concorre alla determinazione del reddito d’impresa: 1) forfetariamente, applicando all’ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell’Iva, conseguiti con tale attività, il coefficiente del 25 per cento, quando l’imprenditore agricolo utilizza prevalentemente per lo svolgimento di quest’attività attrezzature o risorse che normalmente impiega nella propria attività agricola; 2) analiticamente, quando l’imprenditore svolge quest’attività senza utilizzare in misura prevalente le attrezzature e risorse normalmente impiegate per lo svolgimento della propria attività agricola principale.     

 

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